Sarà aperta alla Torre civica l’esposizione intitolata “Io cerco, trovo e creo”

“Io cerco, trovo e creo”. Questo il titolo della mostra personale antologica delle opere di Luigi Lonardi che si svolgerà nella Torre civica di piazza Castello a Solferino, dal 2 all’11 giugno. L’inaugurazione è prevista per venerdì 2 alle ore 11.00. L’esposizione è realizzata con il patrocinio di Comune e Pro Loco di Solferino e dell’associazione ‘Colline moreniche del Garda’ di cui Lonardi è stato a lungo presidente. Così come è stato sindaco di Solferino dal 1999 al 2004. Nell’espletamento di entrambi gli incarichi, così come da assessore e da vicesindaco, nonché da presidente del Coordinamento nazionale del Risorgimento, Lonardi aveva investito molto sulla valorizzazione del territorio morenico, della sua storia e della sua arte.

A Forli’ la mostra aperta fino al 18 giugno 2017

Presso il Museo San Domenico di Forlì si può ammirare una grande mostra su l’ “Art Déco” ovvero un gusto, una fascinazione e un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana e europea negli anni Venti. Il termine è stato ricavato dall’Esposizione internazionale di arti decorative e industriale moderne, tenutasi a Pariginel 1925. E’ arte e nello stesso tempo uno stile di vita eclettico, mondano  e internazionale, che ha interessato le arti decorative, le arti visive, la musica, l’architettura e la moda..

Il sindaco Stefano Meneghelli, presenti la dirigente del Liceo Artistico ‘Alessandro Dal Prato’ Alida Irene Ferrari, funzionarie di Poste Italiane, il presidente della Pro-Loco Silvio Tarchini e diversi alunni del Liceo, ha presentato in sala consiliare le tre cartoline che il prossimo 21 maggio saranno in vendita in un artistico cofanetto e con uno speciale annullo postale in occasione del passaggio da Guidizzolo della Mille Miglia, in ricordo dei novantenni della corsa e nel sessantesimo anniversario del terribile incidente che mise fine a quella gara su strada.

Life – Magnum: quando la fotografia diventa storia

È il 1947 quando Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert decidono di fondare Magnum Photos, una società cooperativa ideata per dare protezione all’ingegno di fotografi attraverso la tutela del diritto d’autore, una tutela che permette a ogni autore di esprimersi al meglio collaborando anche con le più importanti riviste di moda. Uno stile, questo, che porta i quattro soci fondatori a creare attorno a lor, un notevole interesse, complice anche il loro talento cristallino. A settant’anni dalla fondazione, questa “filosofia” è rimasta intatta e consente di apprezzare l’estro e la creatività di alcuni fra i maggiori fotografi dei cinque continenti, che hanno documentato persino eventi bellici, terremoti, catastrofi, eventi sociali ed epocali con un lodevole impegno sociale.

A Milano fino al  20 maggio

Presso la Galleria Bottegantica di Milano si può ammirare una deliziosa mostra dedicata alla scuola veneziana del vero, fiorita tra gli anni settanta e ottanta dell’Ottocento. E’ una corrente pittorica che qui viene indagata nei suoi momenti più significativi attraverso le opere dei suoi principali protagonisti: da Guglielmo Ciardi a Giacomo Favretto, da Luigi Nono a Federico Zandomeneghi. Questa è una scuola che riallacciandosi ad una tradizione secolare, ha fatto del colore la sua bandiera, dimostrando una capacità sorprendente di rinnovare tecniche e modi espressivi. L’esposizione presenta una accurata selezione di opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane, molte delle quali mai presentate al grande pubblico. Nel loro insieme documentano l’affermarsi in territorio veneziano delle pittura del “vero”, eseguita en plein air, in cui la rappresentazione della realtà è ricondotta ai suoi valori essenziali. Tale bagaglio di libertà, di felicità all’aria aperta, di educazione a percepire le minime variazioni luminose, conduce i pittori a uscire dall’oscurità dei loro atelier per immergersi pienamente nella luce e nei colori della vita veneziana del loro tempo.

Come riportato sul sito internet  della Diocesi virgiliana, al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova è stata inaugurata una mostra postuma dedicata al pittore Vasco Corradelli dal titolo “Arte e sacro”, curata da Gianfranco Ferlisi, che resterà aperta al pubblico fino a lunedì 8 maggio. L’esposizione rientra nelle iniziative proposte per il periodo pasquale e ruota attorno a una ventina di opere ispirate a soggetti religiosi, un tema ricorrente nella carriera dell’artista, in particolare dagli anni Settanta. Nato a San Benedetto Po, Vasco Corradelli (1912-1993) si è avvicinato presto alla pittura.

La mostra aperta fino a fine giugno

“Bilancia bascula” è il titolo dell’allestimento alla torre di accesso di Castellaro Lagusello dello scultore Roberto Ciroli che si aprirà sabato 22 aprile arricchendo l'offerta culturale del borgo e scoprendo un nuovo spazio espositivo unico e magico. Un gioco dell’artista per introdurre il visitatore nel mondo dei personaggi che abiteranno per due mesi la torre, impegnati loro malgrado in situazioni d’equilibrio precario su immaginifiche macchine volanti, basculanti, presenze che si lanciano nel vuoto riuscendo a non collassare grazie al bilanciamento di pesi e di incastri, sfruttando la struttura e gli appigli della torre.

Dalla collaborazione tra Auser ‘La mimosa’, Pro Loco, Gruppo Volontari, Ciclo Club e Comune di Guidizzolo parte il 5 maggio l’edizione 2017 di ‘LIBERAlaMENTE’. Quattro gli appuntamenti previsti negli altrettanti venerdi del mese di maggio, sempre con inizio alle ore 19. Incontri sempre densi di interesse e che richiamano solitamente un pubblico, si può dire, ‘affezionato’ a questi momenti che spaziano ed approfondiscono diversi temi. Il 5 maggio il prof. Giovanni Zangobbi parlerà di ‘Curiosità di storia locale’.

Con un concerto presso la palestra della scuola ‘Catullo’

Un pubblico attento ed appassionato ha assistito lo scorso 23 aprile, presente anche il sindaco Rosa Leso, ad uno straordinario concerto offerto dalla Banda cittadina di Desenzano del Garda. Straordinario nel vero senso del termine in quanto ha portato alla direzione dei brani in programma i 7 maestri che si sono succeduti alla direzione del complesso negli ultimi 40 anni. Sul podio si sono così succeduti Guido Poni (attuale direttore in esercizio dal 2014), Emiliano Gusperti (direttore dal 1978 al 1989), Giancarlo Telò (dal 1989 al 1992), Alberto Fantoni (dal 1992 al 1998), Bruno Righetti (dal 2004 al 2005), Silvio Micheli (dal 2005 al 2008) e Massimo Pennati (dal 1998 al 2004 e dal 2009 al 2014).

In mostra  a Corte de’ Frati fino al 30 maggio

Una mostra di acquerelli astratti. Così si presenta l’intensa personale di Liana Morgese, allestita a Corte de’ Frati, accogliente centro alle porte di Cremona, fino al 30 maggio, nell’ambito della Rassegna “Arte a Corte”, realizzata in collaborazione con l’associazione Co.Libri. Nata a Brescia, dove vive e lavora, Liana partecipa attivamente a manifestazioni artistiche dal 1999. Questa raffinata artista bresciana è infatti riuscita a intraprendere un inter compositivo fondato sullo studio della luce, attraverso i colori con i pigmenti ad acqua, pervenendo alla costituzione di opere, anche tridimensionali, che rimandano a una profondità empirica sottile e intensa. I quadri di Liana sono acquerelli di luce, armonie nascenti che nascono e si svolgono nel bagliore di un istante, nella consistenza ovattata della carta da cui paiono trarre origine e ritornare in continuazione.

A Brescia la mostra aperta fino a 11 giugno 2017

A Palazzo Martinengo di Brescia si può ammirare una mostra che racconterà la straordinaria stagione che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, illustrando le correnti e i movimenti pittorici che vi fiorirono, rendendo il panorama creativo nazionale uno dei più dinamici a livello europeo. L’esposizione presenta più di 100 capolavori dei maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura e del divisionismo, da Canova a Hayes, da Fattori a Segantini, da Inganni a De Nittis, da Appiani fino a Boldini, per raccontare la straordinaria stagione artistica italiana dei XIX secolo. Il percorso espositivo si apre con “Amore e Psiche, capolavoro di Antonio Canova, che incarna i canoni dell’estetica neoclassica.

La compagine dell’Hèsperos Piano Trio proporrà musiche di Brahms e Beethoven

Con maggio torna la stagione concertistica organizzata dalla Fondazione ‘Bondoni Pastorio’ di Castiglione e dall’Associazione Orchestra da Camera di Mantova (OCM), con il sostegno di Comune e altri soggetti privati. La rassegna stavolta s’interseca con “Assaggi di Festival”, ciclo di appuntamenti di avvicinamento al Mantova Chamber Music Festival “Trame Sonore”. Ecco dunque che sabato 6 maggio alle ore 20 sarà protagonista Hèsperos Piano Trio (Filippo Lama, violino, Stefano Guarino, violoncello, e Riccardo Zadra, pianoforte) ad interpretare il Trio per archi e pianoforte in do minore n. 3 op. 101 di Johannes Brahms (1833-1897) e Trio per archi e pianoforte in sol maggiore op. 1 n. 2 di Ludwig van Beethoven (1770-1827).

La mostra aperta fino al 4 giugno 2017

A Piacenza è stata allestita una originale mostra evento sul pittore emiliano Guercino (1591-1666) un artista tra i più influenti della pittura del Seicento e tra i più rappresentativi della fase matura del Barocco. La sua produzione del tutto scevra delle pesantezze e opacità che intralciavano alcuni artisti coevi, è caratterizzata da forti contrasti di luce e da ombreggiature ariose che creano una freschezza e una trasparenza caratteristica. Egli preferisce dipingere in maniera realistica utilizzando una forte luce che cade dall’alto. A Piacenza ha lasciato importanti testimonianze e sarà celebrato con una serie di iniziative di grande suggestione e di notevole rilevanza storico-artistica, che uniranno in un unico percorso il Duomo e Palazzo Farnese. Fulcro di tutta la manifestazione sarà la Cattedrale, la cui cupola ospita uno straordinario ciclo di affreschi realizzato dal Guercino tra il 1626 e il 1627.

Non solo acquerelli su carta, ma addirittura su seta. Questo è, se ci è concesso usare il termine in forma poco accademica, il “biglietto da visita” di Lodovico Girardelli, raffinato artista, originario di Godiasco, una frazione collinare del Pavese, da parecchi anni residente a Voghera scomparso qualche anno fa, che viene ricordato con una splendida antologica allestita al Piccolo Chiostro dell’ex Monastero di Pavia. Di carattere retrospettivo, la vetrina evidenzia il percorso dell’arista attraverso alcune significative tappe. La pittura ad acquerello di Girardelli sono intimamente caratterizzate anche dalle sollecitazioni provenienti dall’Oriente. I tanti viaggi compiuti dall’artista e i colori degli ambienti naturali di luoghi spesso poco conosciuti in Occidente, si riflettono in molte sue opere. I cosiddetti ‘giardini all’orientale’, ad esempio, sono una ricorrente presenza nella sua produzione.

A Ferrara la mostra aperta fino al 4 giugno 2017

Nella sontuosa cornice del Castello degli Estensi di Ferrara si è temporaneamente trasferito buona parte del patrimonio di capolavori di Palazzo Massari, rimasto inagibile in seguito al terremoto del 2012. L’intento degli organizzatori è quello di continuare a tener vivi i musei, nonostante la chiusura delle loro sedi per restauro e offrire una nuova opportunità per visitare il Castello, sontuoso simbolo dello splendore artistico di Ferrara. Sono qui esposti una serie di capolavori di Giovanni Boldini, Gaetano Ptreviati, Filippo de Pisis, Giuseppe Mentessi e altri artisti ferraresi attivi tra Otto e Novecento. Nelle fastose sale del piano nobile del Castello è stato allestito un interessante viaggio artistico dei diversi orientamenti che hanno rinnovato i convenzionali linguaggi artistici.
Sono scandite le tappe dalle poetiche del vero all’arte di idee, dalla pittura di macchia al divisionismo, dalla rappresentazione della vita moderna alle suggestioni decorative del Liberty. Tra i protagonisti ci sono attori attivi sulla scena italiana come Giuseppe Mentessi, Alberto Pisa e lo scultore Arrigo Minerbi, artista prediletto di Gabriele D’Annunzio.

Mostra di Elena Borboni Stagno Lombardo

Nell’ambito del ricco programma culturale promosso dall’Amministrazione di Stagno Lombardo, accogliente centro alle porte di Cremona, s’inserisce la mostra della pittrice Elena Borboni, ospitata fino al 12 maggio presso la Sala Consigliare.e Nata a Ome, la pittrice si trasferisce a Brescia, dove frequenta la Scuola d’arte. Dà vita una propria “scuola di pittura” in cui insegna a parecchi allievi e approfondisce nel contempo diverse tecniche esecutive, fra cui la vetrofusione, l’olio molle, l’olio su tela, l’acquerello, la scandinava e tante altre. Ha tenuto numerose personali sia nel bresciano (Brescia, Urago Mella, Bagolino…) e in altre parti d’Italia conseguendo positivi consensi di critica e pubblico, anche nell’ambito di collettive e concorsi. In un elegante catalogo che approfondisce la sua pittura, Mario Bonomi fa osservare che quelle della Borboni sono «opere forti ma allo stesso tempo delicate, immagini potenti ed energiche, indice di un’arte vera, per un lavoro che procede con idee e sensazioni, con un ritmo armonico, concettuale ed analitico, territorio dell'informale, ove istaura un legame tra uomo e natura.

Si è svolta nella città dei vivai l’ottava edizione del “Mercatino di Primavera, Hobbistica & C.” organizzato dall’amministrazione comunale. Dalle ore 10 del mattino e per tutta la giornata nella suggestiva cornice della centrale piazza Matteotti e nel tratto centrale di via Garibaldi è stata allestita la rassegna con una sessantina di espositori che coltivano la passione dell’hobbistica nei più svariati campi. Non sono mancate, inoltre, le creazioni con perline, cucito e ricamo. Non sono mancate le bancarelle della solidarietà gestite dalle associazioni locali Onlus, dall’Avis comunale, dal gruppo dell’Oratorio parrocchiale “San Giovanni Bosco” e dai volontari del territorio della Valle dell’Oglio, con iniziative a scopo benefico e momenti di animazione per i bambini.

Alla Sala Polifunzionale di Corte de’ Frati fino al 30 aprile

Fino al 30 aprile, presso la Sala Polifunzionale di Corte de’ Frati, alle porte di Cremona, si tiene la mostra “La Grande Guerra: uniforme storiche”, che si compone delle illustrazioni del pittore, incisore e disegnatore milanese Stefano Cozzaglio, in arte Xiti. Tutta la serie è stata prodotta per la commemorazione dell’inizio della prima guerra mondiale. L’idea è stata quella di radunare in un’unica mostra tutte le uniformi degli eserciti belligeranti che si sono affrontati praticamente in tutti i paesi del mondo dall’Europa, al Medio Oriente, all’Africa, l’Oceano Pacifico e quello Atlantico, all’estremo Oriente, all’America del sud. Di molti di questi si conosce poco sia per la loro minore importanza, che per il loro magari limitato coinvolgimento. Le illustrazioni coprono l’evoluzione delle uniformi sia temporalmente che secondo i diversi fronti d’intervento lungo tutta la durata del conflitto.

A Genova la mostra aperta fino al 4 giugno

Palazzo Meridiana di Genova annuncia la prima retrospettiva sul concittadino Sinibaldo Scorza (1589-1631) affascinante protagonista della pittura genovese ed europea all’alba del Barocco. La mostra, nel presentare questo poco conosciuto artista, aggiunge nel sottotitolo l’annotazione di “favole e natura” per focalizzare la capacità di questo maestro di trasporre sulla tela il racconto, partecipato e personale, di situazioni, atmosfere e ambienti. Scorza è un singolare personaggio di nobile famiglia, scomparso prematuramente che, ricevuto una accurata educazione umanistica, avrebbe sicuramente ricoperto importanti cariche dello Stato. Ma la passione per il disegno e la pittura lo porta invece all’apprendistato artistico e si dedica così definitivamente all’arte.

Davvero da non perdere, fino al 9 aprile, alla Galleria d’Arte moderna di Thiene, la mostra personale del maestro Elio Roberti, fra i più importanti artisti della Valle Sabbia, dal titolo davvero significativo: “La poesia del colore”. Nato a Lavenone, Roberti inizia a dipingere verso la fine degli anni Settanta. Ha frequentato i corsi dell’Associazione Artisti Bresciani. Molto intensa è la sua attività espositiva, che lo vede protagonista di importanti mostre e la partecipazione a concorsi e rassegne, nell’ambito delle quali ha conseguito importanti premi e riconoscimenti. È spesso presente ad estemporanee, in cui spesso risulta nella rosa dei vincitori.  I dipinti di Elio Roberti si caratterizzano per una matericità pulsante, ricca e viva, dove la coloristica è quella della “terra”, con l’alternarsi delle stagioni che si specchiano in cieli ora tersi ora scuri, ora limpidi, talvolta incerti. È soprattutto la natura ad essere protagonista dei dipinti esposti nella cittadina bresciana. Spumeggiante in primavera, coperta da un sottile manto nevoso in inverno, degradante in tinte scure durante l’autunno, eppure mai spenta, ma sempre e comunque palpitante.

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