A Forli’ la mostra aperta fino al 18 giugno 2017

Presso il Museo San Domenico di Forlì si può ammirare una grande mostra su l’ “Art Déco” ovvero un gusto, una fascinazione e un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana e europea negli anni Venti. Il termine è stato ricavato dall’Esposizione internazionale di arti decorative e industriale moderne, tenutasi a Pariginel 1925. E’ arte e nello stesso tempo uno stile di vita eclettico, mondano  e internazionale, che ha interessato le arti decorative, le arti visive, la musica, l’architettura e la moda..

Il sindaco Stefano Meneghelli, presenti la dirigente del Liceo Artistico ‘Alessandro Dal Prato’ Alida Irene Ferrari, funzionarie di Poste Italiane, il presidente della Pro-Loco Silvio Tarchini e diversi alunni del Liceo, ha presentato in sala consiliare le tre cartoline che il prossimo 21 maggio saranno in vendita in un artistico cofanetto e con uno speciale annullo postale in occasione del passaggio da Guidizzolo della Mille Miglia, in ricordo dei novantenni della corsa e nel sessantesimo anniversario del terribile incidente che mise fine a quella gara su strada.

Life – Magnum: quando la fotografia diventa storia

È il 1947 quando Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert decidono di fondare Magnum Photos, una società cooperativa ideata per dare protezione all’ingegno di fotografi attraverso la tutela del diritto d’autore, una tutela che permette a ogni autore di esprimersi al meglio collaborando anche con le più importanti riviste di moda. Uno stile, questo, che porta i quattro soci fondatori a creare attorno a lor, un notevole interesse, complice anche il loro talento cristallino. A settant’anni dalla fondazione, questa “filosofia” è rimasta intatta e consente di apprezzare l’estro e la creatività di alcuni fra i maggiori fotografi dei cinque continenti, che hanno documentato persino eventi bellici, terremoti, catastrofi, eventi sociali ed epocali con un lodevole impegno sociale.

A Milano fino al  20 maggio

Presso la Galleria Bottegantica di Milano si può ammirare una deliziosa mostra dedicata alla scuola veneziana del vero, fiorita tra gli anni settanta e ottanta dell’Ottocento. E’ una corrente pittorica che qui viene indagata nei suoi momenti più significativi attraverso le opere dei suoi principali protagonisti: da Guglielmo Ciardi a Giacomo Favretto, da Luigi Nono a Federico Zandomeneghi. Questa è una scuola che riallacciandosi ad una tradizione secolare, ha fatto del colore la sua bandiera, dimostrando una capacità sorprendente di rinnovare tecniche e modi espressivi. L’esposizione presenta una accurata selezione di opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane, molte delle quali mai presentate al grande pubblico. Nel loro insieme documentano l’affermarsi in territorio veneziano delle pittura del “vero”, eseguita en plein air, in cui la rappresentazione della realtà è ricondotta ai suoi valori essenziali. Tale bagaglio di libertà, di felicità all’aria aperta, di educazione a percepire le minime variazioni luminose, conduce i pittori a uscire dall’oscurità dei loro atelier per immergersi pienamente nella luce e nei colori della vita veneziana del loro tempo.

Come riportato sul sito internet  della Diocesi virgiliana, al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova è stata inaugurata una mostra postuma dedicata al pittore Vasco Corradelli dal titolo “Arte e sacro”, curata da Gianfranco Ferlisi, che resterà aperta al pubblico fino a lunedì 8 maggio. L’esposizione rientra nelle iniziative proposte per il periodo pasquale e ruota attorno a una ventina di opere ispirate a soggetti religiosi, un tema ricorrente nella carriera dell’artista, in particolare dagli anni Settanta. Nato a San Benedetto Po, Vasco Corradelli (1912-1993) si è avvicinato presto alla pittura.

La mostra aperta fino a fine giugno

“Bilancia bascula” è il titolo dell’allestimento alla torre di accesso di Castellaro Lagusello dello scultore Roberto Ciroli che si aprirà sabato 22 aprile arricchendo l'offerta culturale del borgo e scoprendo un nuovo spazio espositivo unico e magico. Un gioco dell’artista per introdurre il visitatore nel mondo dei personaggi che abiteranno per due mesi la torre, impegnati loro malgrado in situazioni d’equilibrio precario su immaginifiche macchine volanti, basculanti, presenze che si lanciano nel vuoto riuscendo a non collassare grazie al bilanciamento di pesi e di incastri, sfruttando la struttura e gli appigli della torre.

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