A Venezia la mostra aperta fino al 28 maggio

Presso la Galleria Ca’ Pesaro di Venezia è stata allestita una mostra sull’innovativo pittore William Merritt Chase (1849-1916), che intende offrire una panoramica sulla produzione di questo artista di origine americana, ma cittadino del mondo, capace d’interpretare la lezione pittorica del suo tempo. Durante il soggiorno di formazione in Germania, che si protrae fino al 1878, compie una serie di viaggi di studio a Londra, Parigi e in Olanda, ma per lui Venezia rappresenta la sua città d’elezione. Qui studia i grandi pittori del passato e al contempo si confronta con gli autori che lavorano in città. Artista cosmopolita affianca ai suoi viaggi oltreoceano un’intensa attività espositiva in America ed Europa, divenendo una figura di riferimento per i giovani statunitensi anche grazie al suo ruolo d’insegnate in particolare presso la New York School of Art.

Al Castello di Monticelli d’Ongina

La rappresentazione della figura umana è presente a diverse altezze cronologiche e culturali in tutte le civiltà e si è sviluppata a ritmi tropicali laddove il senso estetico è andato maturando in modo sempre più profondo. Naturalmente i motivi che informano ogni raffigurazione del corpo non sono sempre legati a una particolare “filosofia del bello”, differente a seconda della comunità in cui si è sviluppato, ma quasi sempre sono legati a un bisogno intrinseco di lasciare memoria del proprio essere, del proprio passaggio, del proprio ego. Nelle società arcaiche la rappresentazione plastica si lega perlopiù a motivi legati a intenzionalità mistiche, religiose o più spesso propiziatore. Dall’antichità a oggi, l’arte consegna alla storia infine rappresentazione di uomini e donne, spesso con sorprendenti interpretazioni che si caricano di simboli che consentono di apprezzare a fondo la vastità dell’io.

A Treviso la mostra fino al 17 aprile 2017

Linea d’ombra, e personalmente Marco Goldin, insieme a una cordata di imprenditori veneti, si sono fatti carico dell’adeguamento funzionale di sei saloni all’interno dell’ex convento di Santa Caterina di Treviso, adibito a Museo Civico, che ospita importanti collezioni di archeologia e arte antica della città. Queste sale dell’antico convento medioevale non disponevano di un adeguato sistema di climatizzazione e di sicurezza, per potervi accogliere i capolavori di Monet, Gauguin, Van Gogh, Manet, Cézanne, Pissarro, Renoir e decine di altre celebri tele. Le opere esposte, quasi tutti dipinti, ma anche fotografie e incisioni a colori su legno, sono provenienti dai più noti musei e collezioni del mondo. Lo scopo della mostra è quello di mettere in luce il percorso dell’Impressionismo che si dipana sullo sfondo dell’Ottocento fino al primo Novecento, con i suoi temi e accostamenti culturali , come l’influsso dell’arte giapponese. L’esposizione, spiga un comunicato degli organizzatori è un percorso tra capolavori che hanno segnato una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte. La qualità dei prestiti ne fa un’occasione unica di approfondimento, poiché è una rassegna che coinvolge e ci riposta a quelle impressioni che gli artisti hanno colto dalla realtà, nel suo aspetto più dinamico e mutevole. Per questo prestigioso evento il Comune di Treviso, proprietario dell’edificio, non aveva l’adeguata disponibilità finanziaria. A farsi carico dell’intera somma di 640 mila euro è stata “Linea d’ombra”.

In mostra alla Rocca di Scandiano

Mostra-evento a Scandiano, accogliente centro in provincia di Reggio Emilia, famoso per essere stato la dimora del poeta Matteo Maria Boirado e città natale del biologo Lazzaro Spallanzani, fino al 28 aprile. Le sale al piano terra della sontuosa Rocca ospitano i dipinti recenti del maestro Paris Cutini. Un’esposizione sicuramente interessante per osservare gli sviluppi creativi di un autore che, grazie al suo innegabile talento maieutico e alla sua ispirazione, è riuscito a farsi apprezzare in parecchi anni di attività artistica. La sua naturale intraprendenza e voglia di conoscere lo hanno spinto, come artista e come uomo, a mettersi continuamente in gioco, a vedere nella quotidianità il fulcro essenziale della sua ricerca, dei suoi studi, del suo sentirsi profondamente attratto dai sommovimenti che animano l’esistenza, sondata con profondità ma senza mai cedere a facili soluzioni invasive.

Bel colpo per la città di Brescia! Arriva il Photo Festival. Il noto Caio Mario Garrubba, per l’occasione, ha prestato tutti i negativi del suo reportage in Cina al Direttore del Centro di Fotografia, Renato Corsini. Per quanti non lo conoscessero, Caio Mario Garruba è il fotografo che è riuscito a scattare una foto di Mao con una macchina nascosta nel taschino della giacca, le bici in piazza Tienanmen e gli uomini che, sulle panchine, fumano con il bocchino.

Al Museo internazionale della Croce Rossa, foto di Alessandra Cucchi e Martina Pasini

È stata aperta al Museo internazionale della Croce Rossa (Micr) di via Garibaldi a Castiglione la mostra “Aut-Aut - Scatti perturbanti di un’Europa che deporta”. L’esposizione delle fotografie di Alessandra Cucchi e Martina Pasini sarà aperta fino al 14 maggio e rappresenta la ouverture delle manifestazioni e dei progetti dei prossimi mesi del Micr. Il Museo, infatti, ha aderito al progetto ‘Cultura in digitale’, che coinvolge dieci istituti d’istruzione secondaria della provincia di Mantova. Per l’inaugurazione delle immagini che ritraggono “persone” nei campi profughi, in particolare della Grecia dopo che le due fotografe avevano ritratto i migranti nei Balcani in un precedente lavoro, sono giunti nella sede Micr di via Garibaldi il sindaco di Castiglione, Alessandro Novellini, la presidente del Comitato locale Cri, Maddalena Negri, con alcuni consiglieri e lo staff del Museo stesso. Ricordiamo che Alessandra Cucchi e Martina Pasini sono studentesse del corso di Laurea magistrale in Giornalismo e Cultura editoriale all’Università di Parma, oltre che giornaliste free lance.

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