Gianni Dall’Aglio, musicista di Mantova, racconta la sua storia nel libro “Batti un colpo”

Gianni Dall’Aglio non è batterista qualsiasi. Ma non è neanche una persona qualsiasi. Chi conosce musica e dintorni lo sa. La sua storia è narrata nel bel libro, da leggere tutto d’un fiato, “Batti un colpo – due metri quadrati di paradiso”, scritto con la collaborazione di Pablo Coniglio per Gabrielli editori e con la prefazione di Michele Bovi. I due metri di paradiso, sono quelli nei quali ha vissuto gran parte della sua esperienza artistica, ovvero il quadrato di una batteria, lo strumento che Dall’Aglio suona da sempre con maestria impareggiabile. Il racconto inizia da Mantova, la città di Gianni, nei cui dintorni oggi continua a vivere. E’ dalla terra di Virgilio che nasce un’avventura che poi si snoderà in vari luoghi del mondo, a fianco dei più grandi artisti italiani dell’epoca d’oro.

Nell'ambito del Maggio Monteclarense

Ha preso il via la scorsa settimana il Maggio Monteclarense, serie di eventi organizzati dall'Assessorato alla Cultura guidato da Basilio Rodella, dalla Pro Loco Montichiari e da Montichiari Musei che si snoderanno per tutto il mese. Uno degli appuntamenti più interessanti è “I volti e i luoghi della memoria 1800-1900” che punta a far scoprire (o riscoprire) sia palazzi e ville storiche della città sia personaggi legati alla città dei sei colli. Si parte alle ore 10 per proseguire sino alle 12,30 e riprendere poi nel pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30: i luoghi coinvolti sono Villa Mosé, Villa Mazzucchelli, Palazzo Novello e Montanari, Palazzo Poli e Monti della Pieve, ma anche il Teatro ed il Castello, Piazza Santa Maria e la Pieve di S. Pancrazio.

Sabato 25 aprile a Rivalta sul Mincio nell’affascinante cornice di Fondo Mincio sono stati tolti i veli sulla mostra dal titolo “28 ottobre 1922 - 2 maggio 1945 - La Marcia di un popolo verso la libertà”. L’esposizione, allesitita in sala “B. Ascari” e ideata e curata dal collezionista locale Roberto Saccagi, è proposta dal Gruppo Culturale Rivalta con il patrocinio del Comune di Rodigo. La passione per la storia e il desiderio di rendere sempre più completa e precisa la sua collezione, hanno portato Roberto Saccagi a dedicarsi ad un’opera di ricerca, documenti, immagini, notizie, riguardanti alcuni avvenimenti del cosiddetto ventennio, poco trattati o peggio quasi “Dimenticati” a cui spesso non è stato dato il giusto rilievo.

Una mostra unica e fondamentale per onorare il Centenario della Grande Guerra: la organizzano l’Associazione Storica Medolese e Genius Loci per l’8, il 9 e 10 maggio prossimo nella splendida cornice di Palazzo Stringa già Coffani-Morini, ubicato in via San Martino accanto al parco comunale. “L’esposizione – afferma Mauro Ballista, vicepresidente del sodalizio medolese – si deve alla grande disponibilità di Stefano Spazzini, collezionista insigne che ci ha fornito gran parte del materiale presente, ai proprietari del Palazzo ospitante la mostra ed all’Amministrazione comunale che ci ha fornito il patrocinio”.

A Torino la mostra aperta fino al 28 giugno

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli  di Torino da tempo ha allacciato una fruttuosa collaborazione con il Museo di Capodimonte, allo scopo di promuovere, con un comune programma, un opportuno  scambio e promozione del nostro ingente patrimonio d’arte e di cultura.  Insieme sono stati realizzati importanti interventi di restauro e campagne di indagine che hanno contribuito significativamente alla comprensione del complesso e affascinante iter creativo di Raffaello ed in particolare della celeberrima opera “La Madonna del Divino Amore”, fulcro centrale della mostra torinese.

La letteratura francese torna a far parlare di sé. La “renaissance” della letteratura d’Oltralpe passa per nomi importanti, di cui abbiamo discusso, e cioè Carrère e Houellebecq, ma anche per autori e autrici che gli editori italiani stanno traducendo, di recente. Un esempio è il pluripremiato, in patria, “Riparare i viventi” (Feltrinelli) di Maylis de Kerangal. Può darsi che qualcuno ricordi Nascita di un ponte ma, oggettivamente, il libro passò, come una meteora, e cioè nel silenzio della critica, fra gli scaffali delle librerie. Forse sarebbe successo altrettanto con questo secondo volume se non si fosse parlato, in generale, della rinascita della letteratura dei cugini, capaci, come solo loro sanno fare, di rinnovarsi ogni cambio di generazione.

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