VELAZQUEZ E BERNINI: AUTORITRATTI A CONFRONTO IN MOSTRA A PERUGIA

31 Luglio 2017
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A Perugia fino al 22 ottobre

In quel magico scrigno d’arte che è il Nobile Collegio del Cambio di Perugia, affrescato da Pietro Vannucchi detto il Perugino,  è stata allestita una mostra che offre una selezionata sequenza di magnifiche opere per indagare, con assoluto rigore scientifico un tema non ancora risolto dalla storia dell’arte. Si è messo in mostra un suggestivo confronto di autoritratti tra Lorenzo Bernini (1598-1680) e Diego Velazquez (1599-1660) dai quali emergono le innovazioni espressive e la vitalità del padre del Barocco, anche architetto, sculture e urbanista, e la profondità dell’immagine psicologica del genio spagnolo, in un vicendevole scambio che arricchì la loro arte.

La rassegna curata da Federico Mancini, che ha selezionato opere particolarmente significative, in grado di documentare l’incontro e la feconda amicizia tra questi due giganti del XVII secolo, avvenuto durante i lunghi soggiorni di Velazquez nella città eterna. Quello dei reciproci influssi tra Bernini e Velazquez è un tema ancora dibattuto e l’iniziativa di Perugia cerca, con rigore scientifico, di trovare nuove risposte. Ecco dunque, attraverso una scelta precisa di opere, questa accurata ricerca incentrata sulla ritrattistica, in particolare sull’autoritratto. Il punto di partenza di questa indagine è che Bernini e Velazquez sicuramente s’incontrarono e si frequentarono fin dal primo soggiorno in Italia del maestro spagnolo nel 1629-1630, ma ne seguirono altri che sicuramente servirono per rinsaldare la loro amicizia. Secondo Francesco Mancini, curatore della mostra, da questi incontri è nato uno straordinario incrocio di esperienze di due fra i maggiori protagonisti del Seicento europeo che: “ produsse benefici di reciproca utilità”. Velazquez grazie al Bernini “comprese quale forza espressiva si celasse nel taglio a mezzo busto del ritratto, da lui già sperimentato sul versante della scultura, e quanta vitalità potesse scaturire dalla tizianesca contrapposizione tra la maniera di abbozzata degli abiti e la maniera finita dei volti. Dal canto suo Bernini apprese dal maestro spagnolo il modo di scavare nell’intimo dei personaggi, di entrare nella loro complessità psicologica. Di certo questo proficuo e fecondo scambio di accorgimenti artistici è avvenuto ed è probabile che il saldo vada fissato in parità. Nella mostra di Perugia, tra i vari ritratti, si potranno ammirare l’autoritratto a mezza figura di Bernini e quello di Velazquez, ambedue custoditi agli Uffizi, ma saranno presenti anche quelli del Museo del Prado e quello di Montpellier, che suscitano ancora alcuni problemi di attribuzione. Il Perugino dalle splendide sue decorazioni della “Sala delle udienze” del Collegio del Cambio fa gli onori di casa a due artisti che con le loro opere resero più luminoso il panorama artistico del Seicento europeo.

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