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Franco Ghirardi risiede a Carpenedolo dove guida con i quattro figli una fiorente attività e dove cura le sue grandi passioni

La sua vita è divisa a metà. Da una parte, la più consistente, un’avventura nell’imprenditoria che ha fatto di lui un uomo di riconosciute qualità, che lo hanno portato a viaggiare per il mondo con i suoi progetti e con prodotti di grande specialità. Dall’altra parte un rapporto rispettoso e intenso con l’arte, da umile artista, molto bravo e di notevole talento. Il filo conduttore di queste due parti è il marmo, perché il protagonista di cui parliamo è un imprenditore che in questo settore si è fatto strada nel mondo, così come nella scultura (e nel disegno e nel dipinto) ha messo la sua mano felice per lasciare, infine, un segno assai significativo. Lui è Franco Ghirardi, nato e residente a Carpenedolo, oggi in pensione ma sempre a disposizione per aiutare i quattro figli a espandere l’azienda, la “Marmi Ghirardi”, che lavora con l’estero su scala mondiale.

Si fa con farina, mandorle, burro, zucchero, vaniglia, limone e sale

L’enogastronomia è un tema di moda. Da parecchi anni, non c’è televisione che non dedichi parte del suo palinsesto alle tipicità italiane. E ci sarà Expo, seppure a livelli più alti, a trattare del cibo e del suo significato nel mondo che verrà. Noi restiamo a terra e voliamo bassi, per ricordare che nel territorio bresciano sono numerose le tipicità gastronomiche: in primis lo spiedo e non solo. Ogni zona, ha il suo “piatto”. Ecco allora che anche Isorella si unisce al gruppo decretando come piatto tipico il dolce “San Rocco”. Come si compone questa prelibatezza?

Al Teatro San Carlo

Indimenticabile serata, ad  Asola, presso il Teatro San Carlo, alle h. 20.45 dove si è svolta un’importante serata intitolata “Io dono e tu?”, che ha visto  l’intervento specifico delle Associazioni di donazioni locali AIDO, AVIS, ADMO, ABEO con i rispettivi Presidenti e Referenti per la presentazione dell’importante Progetto “La mia vita in te” volto all’educazione alla donazione di  midollo osseo e cellule staminali, organi, tessuti, cellule e sangue, realizzato in rete da istituzioni e associazioni. Capofila del proegtto è ASL Mantova che ha firmato un protocollo d'intesa con Azienda Ospedaliera "Carlo Poma", Ufficio Scolastico Territoriale, Provincia di Mantova, ABEO Mantova, ADMO Lombardia, AIDO Mantova, AVIS Provinciale.

In programma una mostra sull’alimentazione antica

Nell’ambito delle manifestazioni collaterali di EXPO 2015, il Museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana sta organizzando una Mostra sull’alimentazione del mondo antico che rimarrà aperta al pubblico da Maggio a Novembre. L’evento sarà in collegamento con quelli previsti nei Musei Archeologici di Gavardo, Desenzano e Manerba del Garda che, nelle rispettive sedi, tratteranno le diverse componenti. Tema principale della Mostra di Cavriana saranno “il Pane e il Vino”, argomenti scelti in funzione della presenza di un pane lievitato (unico nel suo genere) e dei vinaccioli rinvenuti nella palafitta di Bande di Cavriana dei quali sono in corso studi sulla composizione e la definizione del DNA.

Domenica 15 marzo per l’Associazione Simone Butti è stata una piacevole passeggiata nelle vie di una Novara rivestita di Ottocento. Accompagnati dal favore del dio Giove pluvio l’associazione si è addentrata nelle vie e nelle piazze che riecheggiano di storie di imperatori, re, “ciavatin”; si è arrampicata fino alla cima della cupola di San Gaudenzio, patrono della città opera, del celebre e famoso architetto Antonelli, che racconta dell’impegno della cittadinanza unita a sovvenzionarne la costruzione e che ancora oggi è considerata simbolo della città.

I Frati Carmelitani Scalzi di Mantova, insieme coi Fratelli Carmelitani Secolari invitano tutti i fedeli della Città di Mantova e della Provincia a festeggiare la ricorrenza del V Centenario della nascita ad Avila, in Spagna, di Santa Teresa di Gesù, Dottore della Chiesa, Riformatrice dell’Ordine Carmelitano, nata al secolo col nome di Teresa Sánchez de Cepeda Dávila y Ahumada il 28 marzo 1515. Entrata nel Carmelo di Ávila a vent'anni, divenne una delle figure più importanti della riforma cattolica grazie alla sua attività di scrittrice e riformatrice delle monache e dei frati Carmelitani Scalzi, e grazie alla fondazione di numerosi monasteri in Spagna e oltre confine.

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