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Aveva prestato servizio di leva presso un poligono dell'esercito in Friuli. Poco dopo il congedo si era ammalato di linfoma di Hodkin, che lo aveva ucciso. A causare la malattia al ventiduenne Alessandro Garolfo, di Porto Mantovano, nel 1993, era stato probabilmente il materiale radioattivo, come l'uranio impoverito, che all'epoca si usava per sparare. Il Tribunale di Mantova, ha emesso una sentenza di primo grado, che condanna il Ministero della Difesa a risasrcire la famiglia del giovane deceduto.

Quando i Carabinieri, gli agenti della Polizia Locale e gi incaricati dell'uffiio tecnico del Comune di Gazoldo hanno ispezionato di due laboratori, oltre a riscontrare una serie di violazioni alle norme igieniche, hanno scoperto anche numerosi lavoratori cinesi, clandestini sul territorio italiano. Sono finiti nei guai i titolari delle due aziende, operanti nel settore tessile, a Gazoldo degli Ippoliti. Si tratta di una donna di sessantanni, di nazionalità cinese e di un uomo, nel secondo caso, anche lui cinese, di sessantasette anni.

Sono stati i due potenziali clienti ad informare le forze dell'ordine di quanto accaduto. Una donna di nazionalità rumena, li aveva avvicinati, in zona stazione a Brescia, proponendo loro di acquistare un telefono di ultima generazione. In base a quanto verificato dagli agenti di Polizia, l'apparecchio risultava contraffatto. La signora, quarantacinque anni, è indagata per ricettazione e introduzione e commercio di prodotti contraffatti.

Sono stati alcuni ragazzini, che tornavano a casa dopo una lezione di educazione civica ad allertare le forze dell'ordine. Mettendo in pratica quanto appena imparato, hanno segnalato la presenza, sul sedile posteriore di una vettura parcheggiata, di due persone sanguinanti. Sul posto si sono subito recate alcune pattuglie, due ambulanze e un'auto medica. All'interno dell'auto, c'era un giovane di trentatrè anni, che perdeva sangue dai polsi e una donna, sua madre, ferita alla gola.

Secondo le prime testimonianze e ricostruzioni, gli aggressori erano quattro giovanissimi nordafricani e un italiano. Si sono scagliati contro un ragazzo di diciannoce anni, colpendolo con un pugno in volto, per poi prendergli il portafogli e darsi alla fuga. Gli uomini delle forze dell'ordine sono al lavoro per scoprire l'identità dei cinque banditi.

La borsa contenente la refurtiva era stata abbandonata nei pressi di un canale. All'interno, oltre ai deodoranti e profuni rubati poco prima al centro commerciale La Favorita di Mantova, c'era anche la carta d'identità di uno dei due ladri. Questa la scoperta fatta dagli agenti di Polizia, mentre percorrevano la strada fatta per fuggire, dai due sconosciuti, che poco prima avevano commesso il furto presso l'esercizio. I poliziotti sono così venuti a conoscenza del nome di uno dei malviventi, che ora è stato denunciato per tentato furto.

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