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Mentre lui la picchiava, lei, una donna di Ostiglia, è riuscita a fuggire e a raggiungere la stazione della Polizia Stradale. Mentre gli agenti la portavano all'ospedale di Pieve di Coriano, lui ha continuato a tempestarla di telefonate. Quando i poliziotti hanno riaccompagnato la donna a casa, hanno trovato l'uomo, quarant'anni, rumeno, che l'aspettava, completamente ubriaco e lo hanno arrestato in flagranza di reato. Il giudice lo ha scarcerato, sottoponendolo all'obbligo di non avvicinarsi alla donna.

La costante campagna di sensibilizzazione, da parte dei Carabinieri e delle forze di Polizia, assieme al lavoro svolto dai media, ha permesso, almeno una volta, di sventare un tentativo di truffa ai danni di una signora, residente in un Comune nel Basso Mantovano.

Stava tornando a casa, dopo avere fatto una gita sul Garda, in sella alla propria moto, in compagnia di amici. Le cuse di quanto accaduto, in territorio di Roverbella, sono da accertare. Probabilmente a causa di un malore, Cristofer Antonioli, ventiquattro anni, di Correggioli di Ostiglia, ha perso il controllo del proprio mezzo. Chi si trovava con lui, riferisce di averlo visto sbandare, colpire il cordolo di un lato della strada, proseguire e schiantarsi contro quello del lato opposto. Gli amici hanno compreso subito che era ferito gravemente e hanno chiamato i soccorsi, che nulla hanno potuto fare, se non constatare il decesso.

Quando i Carabinieri lo avevano controllato, in territorio di Ostiglia, lo avevano trovato in possesso di un coltello di undici centimetri. Con l'accusa di ''porto di armi ed oggetti atti ad offendere'' i militari hanno querelato un trentaduenne veronese. L'arma è stata sequestrata.

Hanno preso oggetti di elettronica ed informatica, dagli scaffali di un supermercato di Ostiglia, nascondendoli e cercando di oltrepassare le casse senza pagare. Il personale di sorveglianza si è però accorto di quanto stavano facendo e li ha fermati.

Il giudice ha assolto tutti gli imputati con formula piena e ha disposto il dissequestro dei beni della catena Re Mida, con sede ad Ostiglia, che contava ventotto negozi in franchising e che però però, proprio a causa del provvedimento, è stata dichiarata fallita nel corso del 2014. Si conclude così il processo nei confronti dei coniugi e di loro figlio, titolari della catena di negozi compro oro, chiamata re Mida, finita nel mirino degli inquirenti per sospetto riciclaggio, frode, truffa ed associazione per delinquere.

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