L’artista, 86 anni, donò alla comunità una permanente nella sua casa di via Mulini

È morto negli scorsi giorni a Castiglione lo scultore Aldo Rossi. Nato a Desenzano del Garda il 5 luglio 1930, Rossi e la sua famiglia si erano trasferiti a Castiglione, vicino al convento di Santa Maria, nel 1932. Fin dall’adolescenza ha praticato la scultura e, appena maggiorenne, ha frequentato la ‘Scuola di Arti e Mestieri’. Così si è affinata la sua grande passione per la materia da modellare, pietra, legno soprattutto, o bronzo che sia. Di fatto Aldo Rossi era l’ultimo grande artista della stagione felice dell’arte castiglionese che ha visto maestri del calibro di Marini, Mutti, Brigoni, Porta, Guidetti. Rossi ha ricevuto la civica benemerenza del ‘Luigi d’Oro’ nel 2013 e che ha avuto una medaglia dai Carabinieri in congedo qualche tempo fa, con un attestato di civicità. E questa era la dedica incisa sulla medaglia: “Decano scultore e artigiano d’adozione castiglionese, custode fedele di alti valori morali e principi dimostrati con impegno costante e severo nell’autodidatta maestria dell’arte, il suo spirito creativo e le sue mani d’artista rispettose della materia per opere destinate a prendere forma e figura ed essere ammirate nel tempo.

Odoardo Uggeri.  “…Addio Compagno…” con questo saluto e l’immagine della bandiera rossa con falce e martello, il figlio Maurizio sui social ha voluto salutare il padre Odoardo Uggeri, spentosi presso la Fondazione Carpeneda di Rodigo dove era ricoverato. A giugno Odoardo avrebbe compiuto 91 anni e la notizia della sua morte si è divulgata immediatamente tra gli asolani e tra gli amici del PD. Francesca Zaltieri, a titolo personale e a nome del partito PD, esprime tutta la sua vicinanza alla famiglia di Odoardo. “Un grande uomo pieno di vita, un innovatore, un pragmatico  che si è sempre esposto in prima persona sia politicamente che umanamente. Per oltre 30 anni lo abbiamo visto molto impegnato per il suo paese come consigliere comunale”. Nonostante Odoardo diceva a tutti di aver frequentato solo le “scuole basse” era nella sua semplicità un uomo molto saggio, sincero, pratico, poetico, amava scherzare e raccontare le sue barzellette ogni anno allo spettacolo di S.Antonio sul palco dell’oratorio.

Sessantatre anni, sportivo, impegnato in politica e nella vita delle associazioni. Poi un attimo, un malore improvviso e l’esperienza umana si chiude. Guidizzolo è attonita di fronte alla scomparsa di Pietro Gialdini, ingegnere che lavorava nella sanità mantovana. Non si erano ancora attenuati gli echi del terribile incidente di qualche giorno prima dove Guidizzolo aveva dovuto assistere alla scomparsa di Carlo Terranza, ex dipendente comunale, che questa nuova notizia ha gettato tutti nello sconforto più totale. Carattere solare, dedito all’amicizia sincera, sapeva bene ciò che voleva e gli obiettivi che intendeva raggiungere. Amministratore pubblico a Guidizzolo in diversi momenti della vita guidizzolese, meno di un anno fa aveva terminato la sua esperienza più recente ricoprendo la carica di vice-sindaco. E’ difficile, molto difficile per chi scrive, riuscire a parlarne al passato.

Duomo gremito per le esequie del sacerdote cittadino

Qualcuno, parlandone, ha scomodato la santità, certo è che don Luigi Lussignoli, curato scomparso la scorsa settimana all'età di 79 anni, non è stato un sacerdote qualsiasi. Lo connotavano una profonda umanità ed una capacità non comune di entrare in empatia con tutti, anche i non credenti: come non ricordare, poi, le sue famose “Briciole di bontà”, poesie e pensieri trascritti su foglietti che egli dispensava con garbo e dolcezza ai frequentatori del mercato del venerdì, in chiesa, per la strada, a chiunque. Nato nel 1938 a Montichiari, don Lussignoli fu ordinato sacerdote nel 1962 ed iniziò nella parrocchia di Verolanuova il suo servizio pastorale; nel 1977 venne destinato come parroco a Botticino Mattina rimanendovi per 11 anni. È di quel periodo anche l'incarico di consulente ecclesiastico provinciale dei Coltivatori Diretti.

Lo piangono la famiglia, Sterilgarda e tutto il mondo imprenditoriale

Con la scomparsa dello storico Presidente di Sterilgarda Primo Ferrari, avvenuta alcuni giorni or sono, se ne va una delle figure più importanti dell’imprenditoria italiana. Con il suo lavoro e lo sguardo sempre proteso in avanti ha saputo prima di tutto affiancarsi di collaboratori che, come lui, avevano ben chiara l’idea complessiva del ‘fare impresa’ e poi dar vita ad un’azienda leader in uno dei settori alimentari di primaria importanza. E’ la stessa Sterilgarda con una pagina in apertura del proprio sito internet a dare l’annuncio: ‘Con grande dolore comunichiamo la triste notizia della morte del nostro presidente Primo Ferrari, che fino all’età di 93 anni ha seguito con dedizione quotidiana la vita dell’azienda’.

Era il 18 febbraio del 1977 quando alle 8.45 dopo avere accompagnato i figli a scuola, mentre si recava nella caserma per prendere servizio, l'appuntato Lorenzo Forleo non esitò a intervenire nei confronti di uno sconosciuto sorpreso a forzare la portiera di un'autovettura in sosta. Un complice di questi gli esplose contro, da breve distanza, numerosi colpi d'arma da fuoco. Fuggiti i due malviventi, successivamente individuati, ed arrestati, come esponenti dell'estremismo di destra e condannati anche per un attentato compiuto successivamente a Brescia.

E’ mancato all’affetto anche di tutta la comunità asolana, Armando Tassellari di 86 ex-sacrestano della parrocchia per tanti anni. Un ictus nel 2010 lo ha fatto ammalare per sette anni, si è allettato, ma cosciente e sorridente fino all’ultimo, prima di andarsene ha voluto salutare tutti i suoi quattro nipoti, l’amata moglie Anna e le figlie Clara, Cristina ed Elena. Tutti coloro che lo hanno conosciuto lo ricordano, come un uomo davvero speciale, sempre impegnato a tener pulita e in ordine la “sua“ cattedrale dove raccoglieva le offerte, suonava le campane, sistemava i fiori con Gigliola o sistemava le candele e tanti altri servizi.

Scomparso uno dei protagonisti del mondo sportivo e dell’associazionismo della città

È morto negli scorsi giorni Celso Caiola, grolese conosciuto ben oltre i confini comunali per il suo impegno pluriennale per il tamburello. Caiola lascia la moglie Renata, la figlia Erika, il figlio Franco. Come dicevamo, parlare di Celso a Castiglione delle Stiviere vuol dire parlare del tamburello. Sport del quale era stato protagonista, prima come giocatore e poi come dirigente della formazione che ha partecipato negli anni ai massimi campionati, fino alla serie A. In una breve intervista rilasciataci un paio d’anni fa, proprio Celso in prima persona descriveva così l’avventura del tamburello castiglionese: “La società nacque nel 1977 e tra i propri fondatori annovera Rito Ambrosi, Giuseppe Calafà ed Achille Marinelli.

Calcinato piange Luciano Lilloni, "Ciano" per quanti lo conoscevano ed erano tanti, soprattutto in paese dove era molto benvoluto. "Ciano" era una istituzione della vita notturna locale, essendo animatore del Capretti, noto locale notturno degli anni Settanta e anche di adesso. E' spirato all'ospedale di Desenzano del Garda dopo un ictus che non gli ha dato scampo.

Oggi nel Duomo di Castiglione delle Stiviere e' stato celebrato il Funerale di Padre Lino Franchini alla presenza di tanti cittadini di Castiglione e delle frazioni, inoltre di tanti sacerdoti del suo ordine, della parrocchia e della Basilica Padre Lino e' arrivato a una veneranda età con la voglia di fare e l'entusiasmo di un giovane. Una persona intelligente, che era aggiornato su tutto, sulle nuove tecnologie mediatiche e sempre con la sua passione della musica.

Caro nonno,
il 10 novembre è stato un giorno molto speciale, hai compiuto 82 anni..
avrei voluto dirti tantissime cose, non immagini nemmeno quanto avrei voluto poterti riabbracciare forte forte a me, come se non fosse successo nulla di tutto ciò.

Martedì 6 dicembre u.s. si è spento a Carpenedolo Rodolfo Vergolini, molto conosciuto nella comunità per la sua passione a raccogliere memorie e oggetti d’altri tempi per ricordare le origini da cui siamo venuti. Vergolini fu con De Nicolò Spotti Marino e Lorenzo Desenzani uno dei fondatori del Gruppo “l’Angolo dei Ricordi” con lo scopo di preservare le antiche tradizioni del mondo contadino e del baco da seta. Oggetti raccolti ora in un museo presso l’ex Palazzo Fontana in Via De Amicis che il Sig. Angelo Magri ha voluto generosamente mettere a disposizione.

Sabato 3 dicembre giorno della sua tragica scomparsa di quattro anni fa, nella Chiesetta di S. Rocco a Bredazzane di Montichiari verrà celebrata una S. Messa in memoria del Dott. Francesco Trigiani. Era lunedì 3 dicembre 2012 quando il paese di Carpenedolo rimase attonito per la triste notizia del grave incidente dove perse la vita il giovane carpenedolese. Il suo ricordo è ancora vivo nella cittadina dei carpini: una persona molto conosciuta e stimata, dinamica, entusiasta della vita, piena di energie disponibile per la comunità.

Si sono svolti nella Prepositurale di Sant’Erasmo a Castel Goffredo lunedì 14 novembre scorso i funerali di Ermes Gobbi, persona molto conosciuta e stimata. Si è spento all’età di soli 67 anni lasciando la moglie Anna, le figlie Stefania con Oscar, Raffaella con Alessandro, gli adorati nipoti Andrea e Nicola, la mamma Maria ed i fratelli Alfio, Ivano con Marisa e Davide con Antonella.

Il nome di don Pio Pottenghi è ancora vivo nel cuore dei compaesani, con cui ha trascorso un cinquantennio a Castelgrimaldo, minuscola parrocchia, divisa tra i Comuni di Cavriana e Volta: una targa nel 10 anniversario della scomparsa, l’intitolazione della piazzetta nel 25°. Precoce la sua vocazione, maturata a soli 10 anni, quando intuì, nelle “tristi” condizioni di “neopaganesimo”, di dover “dare il buon esempio”, per riscattare dai pericoli della strada i “ragazzetti abbandonati”.

Classe 1940, sempre pronto ad aiutare gli altri, appassionato di recitazione

Chissà cosa starà aggiustando, in questo momento… chissà a chi starà dando una mano, per chi avrà trovato una soluzione, chi avrà in programma d’accompagnare e dove. Eh, sì, perché l’Arnaldino fermo non ci stava mai. Anche quando sistemava un aggeggio rotto o cercava qualcosa al computer: in questo caso erano i suoi neuroni ad andare a tutta velocità, perché lui coniugava un’incredibile abilità manuale ad un’intelligenza vivissima, come se fosse un ragazzino. Invece di anni ne aveva 76, Arnaldino Antonioli, che qualche giorno fa è morto nella sua casa di Solferino, a due passi da piazza Torelli.

Recentemente scomparso, da sempre impegnato per Presepe e Burièl

È stato veramente un periodo ‘nero’ per il paese di Solferino, quello appena trascorso. Qui vogliamo ricordare il fotografo Giancarlo D’Isola, morto a soli 61 anni qualche giorno fa, dopo un lungo periodo di sofferenza. La sua scomparsa prematura ha seguito di poche ore quella dell’ex sindaco Luigi Lonardi ed è avvenuta immediatamente prima della morte di Arnaldo Antonioli, per tutti ‘l’Arnaldino’. Per non dimenticare, risalenti ad alcuni giorni fa, i decessi di Carmine De Luca, a soli 57 anni, e della storica maestra Teresa Poli, arrivata a quota 98.

Sabato 29 ottobre è venuto a mancare il Dr. Giovanni Morandi, lonatese di nascita – classe 1932 – pneumologo e cardiologo la cui fama ha ampiamente varcato i confini dei territori del Basso Garda. Maestro per molti, galantuomo di natura mite e schiva, tra le altre attività ha prestato servizio per oltre un ventennio – in qualità di Consulente Medico e successivamente di Direttore Sanitario – alla Fondazione Madonna del Corlo Onlus di Lonato del Garda, Ente alla cui crescita ha contribuito in maniera determinante sia presso la Residenza Sanitaria Assistenziale che, in misura anche maggiore, presso il reparto di Lungodegenza Geriatrica Riabilitativa, riqualificata poi in Istituto di Riabilitazione, pietra angolare della ben nota realtà lonatese.

Chiesa stracolma alle esequie, liturgia presieduta da don Libero Zilia

Se volessimo elencare tutti i presenti, allora non basterebbe una pagina. Impossibile ricordare uno ad uno chi c’era, nella chiesa parrocchiale di San Nicola, per il funerale di Luigi Lonardi. Il ricordo sentito e coinvolgente di don Libero Zilia, che ha presieduto la liturgia, il saluto dei Gesuiti che incontravi a Selva di Val Gardena ogni estate, il toccante pensiero di tua moglie Graziella con i figli Daniele e Giulia, hanno commosso tutti. È stato come una chiacchierata con te, nel corso della quale ognuno di noi, addolorati nell’estremo saluto, ha pensato ad un momento insieme, ad uno scambio di battute, ad un confronto. Sempre onesto, sincero, con un tocco d’ironia che ti faceva concludere ogni discorso, anche intenso ed accalorato, con un sorriso. Eri caparbio ed ottimista, puntavi l’obiettivo e non ti fermavi finché non l’avevi raggiunto.

Neanche la sua caparbietà è riuscita a sconfiggere il brutto male che l’aveva aggredito qualche anno fa. Luigi Lonardi ci ha lasciati questa notte, è “andato avanti”, come dicono gli Alpini, corpo del quale orgogliosamente faceva parte. E quel cappello con la penna nera non lo dimenticava mai, in particolare per le celebrazioni del 24 Giugno. Lonardi, una vita da insegnante di Arte, era stato sindaco di Solferino dal 1999 al 2004, quindi vicesindaco fino al 2009, infine consigliere delegato fino al 2014. Per anni presidente dell’associazione ‘Colline moreniche del Garda’, nel cui ruolo diede vita a MosaicoScienze, era a capo del Coordinamento nazionale per il Risorgimento. Tra le sue più grandi soddisfazioni, aver ‘portato’ l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a Solferino il 4 novembre 2001.

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