Lo piangono la famiglia, Sterilgarda e tutto il mondo imprenditoriale

Con la scomparsa dello storico Presidente di Sterilgarda Primo Ferrari, avvenuta alcuni giorni or sono, se ne va una delle figure più importanti dell’imprenditoria italiana. Con il suo lavoro e lo sguardo sempre proteso in avanti ha saputo prima di tutto affiancarsi di collaboratori che, come lui, avevano ben chiara l’idea complessiva del ‘fare impresa’ e poi dar vita ad un’azienda leader in uno dei settori alimentari di primaria importanza. E’ la stessa Sterilgarda con una pagina in apertura del proprio sito internet a dare l’annuncio: ‘Con grande dolore comunichiamo la triste notizia della morte del nostro presidente Primo Ferrari, che fino all’età di 93 anni ha seguito con dedizione quotidiana la vita dell’azienda’.

Era il 18 febbraio del 1977 quando alle 8.45 dopo avere accompagnato i figli a scuola, mentre si recava nella caserma per prendere servizio, l'appuntato Lorenzo Forleo non esitò a intervenire nei confronti di uno sconosciuto sorpreso a forzare la portiera di un'autovettura in sosta. Un complice di questi gli esplose contro, da breve distanza, numerosi colpi d'arma da fuoco. Fuggiti i due malviventi, successivamente individuati, ed arrestati, come esponenti dell'estremismo di destra e condannati anche per un attentato compiuto successivamente a Brescia.

E’ mancato all’affetto anche di tutta la comunità asolana, Armando Tassellari di 86 ex-sacrestano della parrocchia per tanti anni. Un ictus nel 2010 lo ha fatto ammalare per sette anni, si è allettato, ma cosciente e sorridente fino all’ultimo, prima di andarsene ha voluto salutare tutti i suoi quattro nipoti, l’amata moglie Anna e le figlie Clara, Cristina ed Elena. Tutti coloro che lo hanno conosciuto lo ricordano, come un uomo davvero speciale, sempre impegnato a tener pulita e in ordine la “sua“ cattedrale dove raccoglieva le offerte, suonava le campane, sistemava i fiori con Gigliola o sistemava le candele e tanti altri servizi.

Scomparso uno dei protagonisti del mondo sportivo e dell’associazionismo della città

È morto negli scorsi giorni Celso Caiola, grolese conosciuto ben oltre i confini comunali per il suo impegno pluriennale per il tamburello. Caiola lascia la moglie Renata, la figlia Erika, il figlio Franco. Come dicevamo, parlare di Celso a Castiglione delle Stiviere vuol dire parlare del tamburello. Sport del quale era stato protagonista, prima come giocatore e poi come dirigente della formazione che ha partecipato negli anni ai massimi campionati, fino alla serie A. In una breve intervista rilasciataci un paio d’anni fa, proprio Celso in prima persona descriveva così l’avventura del tamburello castiglionese: “La società nacque nel 1977 e tra i propri fondatori annovera Rito Ambrosi, Giuseppe Calafà ed Achille Marinelli.

Calcinato piange Luciano Lilloni, "Ciano" per quanti lo conoscevano ed erano tanti, soprattutto in paese dove era molto benvoluto. "Ciano" era una istituzione della vita notturna locale, essendo animatore del Capretti, noto locale notturno degli anni Settanta e anche di adesso. E' spirato all'ospedale di Desenzano del Garda dopo un ictus che non gli ha dato scampo.

Oggi nel Duomo di Castiglione delle Stiviere e' stato celebrato il Funerale di Padre Lino Franchini alla presenza di tanti cittadini di Castiglione e delle frazioni, inoltre di tanti sacerdoti del suo ordine, della parrocchia e della Basilica Padre Lino e' arrivato a una veneranda età con la voglia di fare e l'entusiasmo di un giovane. Una persona intelligente, che era aggiornato su tutto, sulle nuove tecnologie mediatiche e sempre con la sua passione della musica.

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