CEZANNE E MORANDI: PITURA ESSENZIALE ALLA FONDAZIONE MAGNANI- ROCCA

12 Giugno 2017
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A Mariano (Parma) la mostra aperta fino al 10 settembre

Nello scrigno d’arte della Fondazione Magnani-Rocca di Mariano di Traversatolo è possibile un suggestivo confronto tra opere di Paul Cezanne (1839-1906) e Giorgio Morandi (1890-1964) due fra i più importanti e rivoluzionari artisti della loro epoca. La mostra si articola sul prestigioso prestito del Museo Puskin di Mosca che per la prima volta concede la visione in Italia dei “Bagnanti” di Paul Cezanne. Questi due artisti sono stati scelti da Luigi Magnani, l’artefice della Fondazione Magnani-Rocca, come fondamentali presenze per la sua collezione d’arte privata.


La sua espressa predilezione per Cezanne e Moranti fra tutti gli artisti della sua grande raccolta, va forse individuata in una loro particolare somiglianza. Scorgeva in loro una ricerca comune nella meditazione sui paesaggi e l’analisi spaziali delle “nature morte”, caratterizzate da pochi e riconoscibili soggetti e da un attento scrutare dei lenti mutamenti della natura. Cezanne considera  il paesaggio come studio delle forme nei suoi aspetti essenziali e la composizione di “nature morte” come alleata contro l’inesorabile intervento modificatore del tempo. Magnani apprezza questo concetto e acquista dal maestro francese vari suoi acquerelli, vista come tecnica pittorica, che esteticamente meglio racconta la fugacità fenomenica del tempo, riflessa sia nelle rappresentazione familiare dei luoghi amati che nella provvisorietà delle nature morte. Con brevi tocchi abilmente studiati nella perfetta mescolanza dei colori, Cezanne costruisce un audace sistema prospettico che analizza gli oggetti da diversi punti di vista. Questa originale ricerca spaziale non poteva essere indifferente a Moranti che indirizza il suo percorso artistico ispirandosi all’artista provenzale. Nel suo esordio artistico analizza la realtà per sintesi geometriche ma sarà anche di esempio nell’uso dei toni contrastanti, nella predilezione di spazzi e masse e per la scelta della pittura dei luoghi familiari e di affezione. Esemplare in questo senso è il “Cortile di via Fondazza” o nel “Paesaggio di Grizzana” che racconta il suo legame con l’Appennino emiliano, tanto importante come fu la montagna Sainte-Victoire per Cezanne. Li avvicina anche l’utilizzo dell’acquerello dal momento in cui negli ultimi anni della sua vita Moranti segna sulla carta la traccia liquida e fuggente delle cose. Cezanne stravolge le forme, e le figure diventono archetipe, disanimate e prive di personalità, monumentali e geometrizzate. Moranti dispone nel teatro della propria tela bottiglie e oggetti studiati con calibrata architettura compositiva e inesausta analisi del rapporto tra forma e spazio. In questa mostra si incontrano due artisti che hanno radicalmente influenzato i protagonisti delle avanguardie come il Cubismo e altre forme di ricerca artistica.

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