PRECISAZIONI RIGUARDO ALLA PRIMA PARTE DELLA STORIA DEL CALZIFICIO ORI DI GOZZOLINA DI CASTIGLIONE

07 Agosto 2017
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Alcuni anni fa e' stato pubblicato un libretto "Castiglione Delle Stiviere,  La storia industriale" ed era stato chiesto agli imprenditori di raccontare la nascita della loro impresa. Ora, e' arrivato il momento, in memoria dei miei genitori, Augusta e Giovanni Nodari, che tanto hanno dato all'azienda sopra citata, di raccontare la vera storia. L o devo, come promesso, per rispetto al loro lavoro, perché' ricordo la tristezza è la delusione negli occhi di mio padre quando lesse quelle prime righe e perché mi e' stato chiesto dalle numerose persone che hanno affiancato i miei fin dal lontano 1965 e che ogni volta che li incontro li ricordano con affetto e riconoscenza.

Mamma e papà, due persone stimate e gran lavoratori. Io ho vissuto fin dalla nascita in mezzo alle calze a Castel Goffredo, nella casa che i signori Eoli, proprietari del calzificio Noemi, affittavano ai loro operai. Dopo il boom economico, inizio' la crisi ma i titolari cercarono di tutelare i loro operai meritevoli e a mia mamma che nel frattempo aveva aperto un laboratorio le fu presentato un importante imprenditore bresciano, il signor Ongari che intuì' da subito le potenzialità' e le capacita' imprenditoriali dei miei genitori e propose loro di ingrandirsi e di iniziare la produzione con il lavoro garantito. Entusiasti ma preoccupati per il notevole investimento consapevoli del duro lavoro che li avrebbe aspettati, cercarono la collaborazione di una persona istruita (loro avevano solo la licenza elementare) che li potesse affiancare nella gestione dei conti. Si spostarono a Gozzolina, sul terreno del nonno costruirono il calzificio e chiesero allo zio Luciano, di professione daziere, di entrare in società'. Nacque cosi' il calzificio di Gozzolina che negli anni a venire divenne calzificio Ori. Furono anni impegnativi, lavoravano 24 ore su 24 per onorare i debiti. Ricordo che la mamma mi diceva che per aver firmato cambiali, per ore, aveva avuto male alla mano per giorni. C'era, pero' la voglia di fare e di migliorare la situazione famigliare. Io in quegli anni sono stata in collegio e questo ha segnato per molto tempo il mio carattere, non capivo perché' non potessi rimanere a casa con i miei genitori come tutte le mie amiche. Per circa 30 anni tutti hanno lavorato duramente, i miei genitori, lo zio e la zia. Eravamo una grande famiglia che con i frutti del lavoro riuscì' a costruire un buon futuro ai propri figli. Io, poi figli unica ho scelto la professione di insegnante e la mia mamma si è' ritirata quando nacque mio figlio. Il papà' ha proseguito ancora per circa una quindicina di anni, poi all'ingresso in azienda dei figli dello zio, anche papà' si è' ritirato, a metà ' degli anni "90. Solo da questo momento, l'Azienda è' stata interamente nelle mani della famiglia Gerevini. Perche' solo ora?non è' mai troppo tardi per rimediare a delle negligenze. La storia si ricorda non la si inventa. Sonia Nodari

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