IMMAGINI E SIMBOLI DELLA SHOAH: NUOVA EDIZIONE DEL LIBRO DI SIMONE FAPPANNI

18 Novembre 2017
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A Cremona presso la Biblioteca Corte dei Frati

È stata presentata nei giorni scorsi la nuova e ampliata edizione del libro dello studioso cremonese e nostro collaboratore Simone Fappanni dal titolo “Shoah: immagini e simboli”. Nel volume, che si avvale di un’opera originale del maestro Alberto Besson, delle illustrazioni originali del grafico Primo Paolo Mainardi e di quelle di altri affermati artisti contemporanei, si propone un’analisi e una riflessione della Shoah attraverso le diverse fonti iconografiche che tanto hanno contribuito a definire i contorni di una tragedia dalle dimensioni incommensurabili.

I simboli cambiano significato e mutano senso in un modo che mai prima, nella storia, era accaduto. «Ad esempio, ha detto Fappanni, in quegli anni terribili i bagagli, non accompagnano più viaggi di piacere o di lavoro, ma sono destinati ad accompagnare uomini, donne e bambini verso i campi di concentramento e una morte ingiusta e violenta; quei bagagli che già all’entrata di Auschwitz venivano rubati dai nazisti e accatastati in enormi pile. Così come protesi, capelli e occhiali. Ma il furto ancora più grave resta quello dell’identità personale, violata attraverso l’apposizione di un tatuaggio che, lungi dall’essere un elemento decorativo del proprio corpo, è un marchio che, come ha osservato Primo Levi, spersonalizza nel profondo». Procedendo con simili esemplificazioni, l’autore rilegge il dramma dell’eccidio che negli anni Quaranta si è compiuto in Europa. Soffermandosi su potere fortemente evocativo delle immagini, Fappanni scrive: «quando, nel 1945, durante il Processo di Norimberga, vengono mostrate le prime immagini filmate dei campi di concentramento, il mondo intero inizia a prendere piena consapevolezza dell'orrore causa-to dal progetto di sterminio di massa ideato e messo in pratica, con sistematica disciplina, dai nazisti. Un progetto costato la vita a un numero talmente alto di persone che nessuna statistica potrà mai computare per intero. Si tratta di infatti milioni di persone, a cui vanno aggiunte coloro che, pur essendo scampate all'orrore, ne sono rimaste segnate per sempre». Nella terza e ultima parte del libro figurano i quadri degli artisti del progetto “Per non dimenticare” che hanno eseguito opere in tema: Floriana Melzani, Marisa Bellini, Cristina Patti, Paris Cutini, Mattia Bissolitti, Antonella Agnello, Bet, Cornelia Calzavacca Franzini, Elio Nolli, Marino Torta, Paolo Marchetti, Marisa Foresti, Primo Paolo Mainardi, Elio Nolli, Guido Nolli, Stefano Cozzaglio, Isabella Ditaranto.

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