MANTOVA, IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA RITORNA TRA LA GENTE E NELLE STRADE

31 Luglio 2017
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Marzia Corraini, del gruppo degli ideatori: “Dal 6 al 10 settembre autori da tutto il mondo”

Torna il Festivaletteratura di Mantova. Da mercoledì 6 a domenica 10 settembre si svolgerà la ventunesima edizione di questa rassegna di rilievo internazionale. La kermesse letteraria si mette al servizio di un sempre più sensibile desiderio di ascolto e di rifiuto delle semplificazioni, e lo fa dando vita a inediti esperimenti, impegnando gli autori in nuove iniziative, reinventando spazi e tempi degli incontri. Parla Marzia Corraini, del comitato ideatore.

“Come ogni anno ci rimettiamo in gioco, il festival propone aspetti legati alla ricerca in maniera originale, pur rimanendo nel solco tradizionale della manifestazione. Il nostro orientamento è basato su un presupposto: ospitare autori che abbiano cose nuove da dire e da raccontare. Non abbiamo in programma incontri fini a se stessi, ma sempre inseriti in un ambito specifico e non abbiamo neppure un tema unico ma invece argomenti diversi, come la “La parola che canta” a Palazzo Te, dove il dibattito sarà incentrato sul premio Nobel a Bob Dylan e quindi sul rapporto tra suono e parola.” Corraini continua: “Grazie a questa manifestazione abbiamo cercato di cambiare il modo di vivere la città, con l’idea di spostare il palcoscenico in mezzo alla gente e nelle strade. Gli autori noti, saranno molto numerosi anche quest’anno, le aspettative non mutano: esiste un senso di meraviglia per ciò che sta per accadere e la speranza che tutto vada a buon fine. Il festival rispetterà le dimensioni di Mantova: non è nostra prerogativa puntare su folle immense, ma invece creare auditori dove la gente possa ascoltare la voce di chi parla”. Tra gli ospiti di maggiore richiamo vanno ricordati Chimamanda Ngozi Adichie, la scrittrice nigeriana nota per la lotta contro il razzismo e per i diritti delle donne, lo statunitense George Saunders, la giallista Elizabeth George, il cinese YuHua, più volte candidato al Nobel, la scrittrice inglese per ragazzi Frances Hardinge, oltre ai ritorni di Arturo Pérez-Reverte, Richard Mason ed Elizabeth Strout. La nuova edizione narra le storie di chi ha perduto la propria terra: la condizione di profugo accomuna infatti molti degli autori stranieri presenti, tra i quali il libico Hisham Matar, premio Pulitzer 2017, Kim Thúy, scrittrice naturalizzata canadese fuggita dal Vietnam nella stagione dei boat people, Madeleine Thien, figlia di esuli cambogiani, Tash Aw, autore britannico di origini malesi. Le guerre fanno da sfondo alle narrazioni di molti scrittori, come il pluripremiato autore angolano Josè Eduardo Agualusa, l’indonesiano Eka Kurniawan e il poeta ed esule siriano Faraj Bayrakdar. Le guerre dell’Occidente contro il terrorismo verranno rilette nel dialogo tra l’inglese Harry Parker e lo statunitense Brian Turner, reduci da Afghanistan e Iraq. Al racconto della guerra e dell’esilio si accompagna una riflessione sulle tensioni del mondo musulmano: Joby Warrick, giornalista del Washington Post e due volte premio Pulitzer, ripercorrerà la vicenda dell’Isis, ci saranno il politologo Olivier Roy, Fethi Benslama, lo scrittore tunisino Shukri al-Mabkhout. Il centenario della Rivoluzione d'Ottobre sarà l’occasione per indagare il rapporto tra letteratura e rivoluzioni. “Che fare?” Si propone come un percorso in tre tappe per rileggere alcuni dei libri che hanno scatenato rivolte e sommovimenti sociali. Sul tema delle guerre civili va rimarcata la presenza di uno dei più importanti storici contemporanei: David Armitage. Piotr M. A. Cywiński, direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau, che s’interrogherà su come trasmettere alle generazioni future la memoria dei campi di sterminio. A una delle icone del Novecento rivoluzionario, il capo dei Barbudos di Cuba, Fidel Castro, sarà dedicato l’incontro tra Ignacio Ramonet e Francisco López Sacha. La “questione europea” sarà presente con Martin Pollack, Jan Brokken, Velibor Čolić. Jachina Guzel parlerà degli anni del terrore staliniano, Clemens Meyer dell’”età dell’oro” della Ddr, Fernando Aramburu della stagione più cruenta del terrorismo basco, Anthony Cartwright e Jonathan Lee del decennio Thatcher. Il trasferimento delle storie personali in uno spazio più proprio della finzione letteraria è un altro dei fili rossi che uniscono i narratori presenti a Festivaletteratura 2017: basti pensare a Christophe Boltanski, ai diari a fumetti di Gusti e Nicoz Balboa, a Teresa Ciabatti, Michele Mari e Alberto Rollo. Non mancherà, infine, lo spazio riservato agli appassionati di giallo: Elizabeth George, pezzo da novanta della letteratura del brivido, sarà una delle protagoniste più attese di questa edizione. Bambini e ragazzi avranno una casa tutta loro al Festival: la Casa del Mantegna si trasformerà infatti in uno spazio a cui dedicarsi in attività museali e da laboratorio. Al museo diocesano in scena “Music hall”.

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