ANCORA GRANDI NUMERI PER IL TURISMO DI BRESCIA E PROVINCIA

02 Novembre 2017
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Intervista con la presidente di Bresciatourism, Eleonora Rigotti

Nel Bresciano il turismo viaggia che è un piacere. Non da oggi e non da ieri, e neppure dall’altro ieri. Sono anni ormai che Brescia città e il territorio che si espande dal lago di Garda alla Bassa, dalla Franciacorta alle Valli, ha una sua forte attrattività turistica. Si chiami turismo ambientale o enogastronomico, o culturale oppure secondo le diciture della nuova economia - che poi riportano sempre a concetti antichi come è giusto che sia - ecco che quest’area ha preso gusto a fornire grandi prove al cospetto del mondo.

D’altronde qui siamo immersi nel verde, abbiamo una storia millenaria, capacità di “fare cultura” e intuito nel proporre iniziative sempre nuove a gente che, spesso, viene da lontano. Così, grazie al passaparola si è sparsa la voce che il made in Brescia è qualcosa di molto autentico e merita una visita: sia essa per un fine settimana o sia prolungata, ed ecco che poi ci sono pure migliaia di persone che qui decidono di fermarsi o di starci per lunghi periodi dell’anno, e vivono nelle famose “seconde case”, sparse soprattutto sui laghi con il Garda a farla da padrone. Quindi il presente turistico di Brescia volge davvero al bello e anche la stagione estiva conferma questa che ormai è diventata una regola. Di meglio e di più è sempre possibile fare, ma intanto godiamoci un presente che solo trent’anni fa in pochi avrebbero immaginato. Brescia e la sua provincia erano la capitale del ferro e del tondino, su scala mondiale. Oggi, ferro e tondino resistono, ma al loro fianco sono approdate altre “voci”, forse più moderne, di certo efficaci su scala europea. Di questo ne parla la presidente di Bresciatourism Eleonora Rigotti, anche presidente della Cna. “Il bilancio è positivo. I numeri li avremo tra qualche tempo, e saranno loro i veri indicatori, ma confrontandoci con gli operatori del settore, abbiamo raccolto ovunque gradimento. Le strutture ricettive, gli albergatori e quanti operano nel contesto turistico, segnalano mesi fortunati. Anche le condizioni meteo hanno aiutato, soprattutto i laghi, ma pure in città e in montagna si sono registrate interessanti realtà dove il turismo ha viaggiato a mille. Diciamo poi che a differenza degli anni passati, quando prima con Expo e poi con Floating Piers, c’erano stati eventi di grande richiamo internazionale, nel 2017 non c’è stata l’iniziativa clou per attirare il mondo sul nostro territorio. Ciononostante Brescia e provincia hanno dato vita a una stagione per certi aspetti esaltante, grazie a proprie peculiarità come la cultura, il verde, l’enogastronomia, la paesaggistica e la sostenibilità territoriale, la valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Le risposte sono state efficienti e il turista ha mostrato di gradire. Ricordiamoci che il 2018 sarà l’anno del cibo, dove il Bresciano non teme confronti. Aggiungo” – dice Rigotti – “che la domanda turistica è ormai molto variegata. Brescia e provincia possono offrire risposte adeguate per chiunque. Qui ci sono ambienti e paesaggi a misura d’uomo, strutture e servizi eco-sostenibili, c’è il turismo legato alla enogastronomia, i laghi, le montagne e le tradizioni che abbiamo giustamente tramutato in un fattore culturale, oltre all’idea di nuovi eventi che caratterizzano la nostra realtà da vent’anni a questa parte. Brescia, a pieno diritto città culturale internazionale, si rivolge a un mercato mitteleuropeo, pur se teniamo in grande considerazione l’interesse sempre crescente che si manifesta verso di noi dal nord Europa. Ecco allora che dobbiamo essere capaci di portare a termine la de-stagionalizzazione del turismo, puntando ad ampliare e allungare la stagione estiva fino a legarla all’autunno, quando la provincia regala mille colori di festa. Quanto alle prospettive, direi che sono molto buone, dovremo continuare a fare “rete” e a muoverci condividendo risorse e opportunità, perché tutti ne trarremo beneficio. Oggi il turista viaggia per vivere una esperienza e conoscere a fondo l’area in cui si trova, un concetto in cui c’entra anche la capacità di emozionarsi. Noi bresciani dovremo continuare a investire nelle nuove tecnologie e nelle forme più moderne della comunicazione. E non dobbiamo dimenticare” – termina Rigotti, - “quel turismo, formato da famiglie e da persone non più giovani che hanno abitudine a frequentare il territorio e soprattutto i laghi. In altre parole, dovremo rapportarci con tutti come bene abbiamo fatto fino a oggi. I margini di miglioramento esistono, e quindi sta a noi, e al nostro impegno, saper continuare a crescere”.  


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