FRANCESCO ROCCA E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA E MEZZA LUNA ROSSA

23 Novembre 2017
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“Dobbiamo essere in grado di dare speranze concrete alle persone in difficoltà”

Il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca è stato eletto alla guida della Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. L’elezione di Rocca, romano classe 1965, è avvenuta ad Antalya, in Turchia, al primo turno con la maggioranza assoluta dei voti (98 su 190 votanti); Francesco Rocca è il primo italiano a ricoprire la carica internazionale.

“Quello del presidente internazionale, ci ha detto Rocca raggiunto telefonicamente, è un ruolo di stimolo e di dialogo con le varie Croce Rossa e Mezza Luna Rossa. Siamo un soggetto istituzionale e come tale lavoriamo e lavoreremo anche con intensi contatti con tutti i Governi”. “Dedico questa importante vittoria ai volontari della Croce Rossa Italiana di cui sono orgoglioso” aveva detto al momento dell’elezione. “Ringrazio tutte le Società Nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ora dobbiamo seguire il faro dei nostri Principi e, allo stesso tempo, fornire risposte pragmatiche in tutto il mondo alle numerose sfide umanitarie affrontate con grande coraggio ed abnegazione dai nostri volontari”. E le sfide sono continue. Quando parliamo al telefono si sono da poche ore avvertite le devastanti scosse di terremoto al confine tra Iran e Iraq; “E’ uno degli scenari di crisi, dice. Siamo già partiti e solo i prossimi giorni ci daranno esattamente l’entità di una situazione che non si presenta certo semplice per le popolazioni colpite”. “Nel mondo siamo tanti, continua Rocca, e fortunatamente. Le priorità della mia presidenza ora sono subito due: aumentare la nostra capacità operativa e di coordinamento, riuscire a dare risposte immediate nell’assoluta trasparenza sull’utilizzo delle risorse”. Fondata nel 1919, la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa raggiunge oggi 150 milioni di persone in 190 Paesi nel mondo, grazie al lavoro 17 milioni di volontari. Rocca, avvocato, ha una lunga militanza nel campo del volontariato. Dal 2013 è presidente della Croce Rossa Italiana e vice-presidente della Federazione Internazionale di cui ora ha assunto la guida; nel 2016 è stato nuovamente eletto ai vertici nazionali. In quell’anno fu a Castiglione delle Stiviere e Solferino e partecipò alla tradizionale fiaccolata si tiene il 24 giugno, giorno che ricorda la sanguinosissima battaglia del 1859. In quell’occasione lo svizzero Henry Dunant vedendo la solidarietà umana con la quale le popolazioni locali si dedicavano alla cura dei feriti, qualunque fosse stata la loro divisa, concepì l’idea di un organismo internazionale di aiuto a chi soffre che divenne poi la Croce Rossa e la Mezza Luna Rossa. “Tra i compiti della Federazione Internazionale, ci dice ancora Rocca, vi è anche quello di ascoltare e valorizzare gli attori locali. I territori sono diversi ed anche le nostre risposte devono essere differenti; da qui l’importanza fondamentale dell’ascolto al fine di riuscire a migliorare la capacità ‘operativa’ delle risposte tanto a livello delle singole nazioni che, proprio, di ogni territorio”. Un organismo di queste dimensioni e, principalmente, di questa natura guarda necessariamente a tutte le trasformazioni del mondo e, di conseguenza, alle necessità che si presentano o si possono presentare. Non si può certo nascondere il fatto che in questi anni si sono messi in marcia milioni di persone alla ricerca di una vita possibile fuggendo da guerre come dalle desertificazioni in atto. “Dobbiamo essere in grado di dare risposte concrete alle speranze delle persone, continua Rocca. E per farlo serve responsabilità, anche nella ricerca delle cause di quanto sta avvenendo. E’ indubbio come i Paesi occidentali ed industrializzati debbano fare delle riflessioni; ad esempio sulla ricerca delle cause di ciò a cui assistiamo. E tutti siamo chiamati ad attente valutazioni: tante scelte individuali sono in grado di fare la differenza. Esistono delle patologie globali e su queste dobbiamo lavorare; il desiderio del nostro fondatore, ed anche il nostro, è quello di essere a supporto per migliorare le condizioni e la qualità della vita di ognuno. Le ‘crisi’ hanno tutte un duplice aspetto: individuale e collettivo; è indispensabile che tutti si faccia la propria parte nel rispetto delle competenze di ognuno: noi ci siamo e ci saremo sempre”. Un pensiero Rocca lo rivolge anche alla grave situazione del Bangladesh che ha visitato recentemente e dove la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa sta sostenendo gli sforzi in atto a seguito della massiccia fuga dal Myanmar di centinaia di migliaia di persone. Anche questo uno degli esempi di come ci si muove globalmente là dove serve un aiuto concreto per ridare speranza e dignità.

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