IL MONDO BRUCIA

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Questa settimana parliamo di …A cura di Sergio Desiderati

Il mondo brucia. Brucia ovunque; brucia nei boschi del Portogallo, brucia nel grattacielo di Londra, brucia alto nel cielo e scioglie ghiacciai e trasforma irrimediabilmente luoghi e paesaggi, brucia là dove non si comprende come sta andando. Brucia soprattutto nelle città colpite dalla guerra, dalla fame e dalla persecuzione; brucia nell’odio e nella violenza, brucia nel non riconoscere la dignità ed i diritti delle persone. Brucia in quell’auto londinese lanciata contro i fedeli della moschea, e qui brucia terribilmente perché questo è ciò che vogliono i signori della morte: mettere gli uni contro gli altri; se così avverrà avranno ottenuto la loro vittoria.

Il problema non è tanto se qui da noi si debba parlare prima del lavoro e del reddito piuttosto che dello jus soli o viceversa; sappiamo che di tutto bisogna discutere (discutere!) e su tutto sono necessarie delle assunzioni di responsabilità, in un senso o nell’altro, avendo presente che prima di tutto vengono le persone e non gli interessi elettorali parlando unicamente alla pancia della gente. Argomenti che si ripresentano e si rincorrono giorno dopo giorno ed è amaro dover constatare che continuando a parlarne significa che non cambia mai nulla. Così come ad ogni giro di calendario, più o meno, si ripresentano degli spettacoli parlamentari indegni. Alla Camera come al Senato dove si crede di poter palesare le proprie ragioni passando alle …vie di fatto. In uno degli ultimi episodi si parlava di legittima difesa: da chi? Assistiamo a situazioni indecenti da parte di persone appellate come ‘senatori’ e ‘onorevoli’, persone che vivono senza dubbio con privilegi particolari rispetto al resto dei concittadini. E non si tratta certo qui di far distinzioni di casacca, il ragionamento è di carattere puramente generale. Basti pensare alle sedute del Parlamento con aule completamente vuote; dove sono coloro che dovrebbero sedere su quegli scranni e per quelle sedute sono pagati? Dove sono? Si vedono di tanto in tanto, e fortunatamente avviene in omaggio a tutti gli onesti, delle prese di posizione contro i cosiddetti ‘furbetti del cartellino’; al parlamento italiano o a Strasburgo è previsto il badge? Intanto il mondo brucia. Bruciano le coscienze e nessuno si preoccupa di gettare acqua sul fuoco anzi, c’è sempre un soffio caldo che alimenta le fiamme. Proprio come a Londra, come si diceva. Dove Scotland Yard ha parlato di terrorismo contro i musulmani. Si sono utilizzati fiumi di inchiostro negli ultimi anni per affermare, tutti lo abbiamo fatto, che non si tratta di guerre di religione. Ne siamo sempre assolutamente convinti. Basta guardare dove si colpisce o chi si colpisce; è un po’ come quel detto: ‘parlare a suocera perché nuora intenda’ (e potrebbe essere anche ‘parlare a suocero perché genero intenda). Ciò che conta è il potere economico, la religione non ha nulla a che vedere. Il furgone di Londra apre un fronte nuovo. Se lo si poteva aspettare? Era inevitabile? Inevitabile non credo, nulla di ciò che è umano risulta inevitabile; attenderselo? Forse. Se è così è ancora più grave, significa proprio che non siamo riusciti e non riusciamo a metterci in testa che questo è ciò che cercano coloro che stanno spargendo il terrore. Metterci contro, perché quando c’è confusione chi vuole distruggere riesce sicuramente nel proprio intento. Ciò che ‘brucia’, accanto agli incendi di questi ultimi giorni con le scene di dolore nei riguardi delle quali c’è tutta la nostra vicinanza come alle famiglie di coloro che in quegli incendi hanno lasciato la vita, ciò che ‘brucia’, e ‘brucia’ forte, è vedere come anche in queste nostre nazioni cosiddette civili sotto la cenere del buon senso covino e vengano ad arte alimentate delle braci. Quali? Ad ognuno le risposte sin troppo evidenti.  

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