NON PUO’ ESSERCI SOLO SOLITUDINE

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Questa settimana parliamo di …A cura di Sergio Desiderati
Giudicare non solo è difficile ma soprattutto inopportuno. Soprattutto quando c’è di mezzo la dignità delle persone, e ancora di più quando queste sono ragazzi. Un anno fa in un paese ai piedi dei monti Lattari e con vista sul Vesuvio successe ciò che non deve mai capitare da nessuna parte ma che, al contrario, avviene un po’ ovunque. Una ragazzina quindicenne si apparta in compagnia di quello che crede il suo fidanzatino mentre in realtà si paleserà essere uno dei bruti che la violenteranno.

Evidentemente era tutto preparato; in undici approfittano di lei. Filmano ‘l’impresa’ e minacciano la ragazzina di renderla pubblica qualora lei vada a raccontare l’accaduto. E oggi ‘rendere pubblico’ significa necessariamente postare su qualche pagina social. In più di un caso analogo si sono avuti epiloghi funesti. Questa volta invece la quindicenne non prende paura e denuncia i suoi giovanissimi aguzzini; qualcuno anche più piccolo di lei. Vengono ovviamente arrestati. Secondo normativa che non giudico ma che nello spirito penso vada accolta positivamente, gli autori di quell’ignobile gesto ora sono fuori, affidati ai servizi sociali, ‘messi alla prova’. Dovranno studiare, fare sport, occuparsi di volontariato; proprio come tutti i ragazzi della loro età fanno spontaneamente e senza essere ‘messi alla prova’. Soprattutto non dovranno commettere altri reati poiché altrimenti i benefici loro ascritti in virtù della giovane età, credo, decadranno. Hanno ovviamente commesso una delle cose peggiori; sono giovanissimi; hanno diritto a riscattarsi? Credo di si. Ora vediamo l’altra situazione, quella di lei. Nel paese dove il padre emigrato in Germania era tornato avviando una piccola attività, la giovane vittima, perché è lei la vittima principale, ha, immagino faticosamente, ripreso in mano la propria vita, continuato la scuola e occupandosi degli altri nel volontariato, spero anche andando a divertirsi nella speranza di poter pian piano cancellare quell’esperienza devastante. E’ passato un anno e forse questo suo personalissimo percorso aveva iniziato a portare i propri frutti. Tre dei suoi violentatori sono dello stesso paese, 6.000 persone dove tutti si conoscono e si incontrano pressoché quotidianamente. Queste altre tre sfortunate ‘vittime’, perché seppur in modo completamente differente sono anch’essi vittime: vittime di mentalità, vittime dei loro comportamenti, vittime di modalità di pensieri e atteggiamenti, questi tre ragazzi sono tornati al paese perché è li che sono ‘messi alla prova’. Si incontreranno? Cosa avrà pensato la ragazza quando ha saputo che tornavano? Cosa hanno pensato i suoi genitori ai quali compete anche l’onere di proteggere i figli? Si, perché questa ragazza va sicuramente ‘protetta’ dagli sguardi strani come da certi giudizi assurdi che talvolta si sentono in giro quando capitano eventi simili ed è lei che viene data la responsabilità dell’accaduto: ‘Se l’è cercata’ si sente dire. Ma come ‘se l’è cercata’? Chi può arrogarsi il diritto di dire simili cose togliendo implicitamente la colpa a chi l’efferato gesto ha compiuto? Non so e voglio sperare non sia questo il caso di questa ragazza. La quale, in virtù della protezione che nei suoi riguardi hanno i genitori, lascerà il suo paese ed andrà in Germania, là dove il padre è stato per anni. E questo non è giusto. Non è giusto che sia lei a dover pagare un’altra volta. Gli undici ragazzi di quel ‘branco’ devono avere la possibilità, lo ripeto, di comprendere la gravità di quel gesto e riavviare un percorso per la loro vita futura. Le norme per loro esistono e possono sicuramente funzionare. E’ amaro però dover constatare che lei, la prima e più forte vittima, sia costretta a chiudere luoghi, amicizie, ricordi (quel ricordo speriamo lo chiuda in fretta) e quant’altro la lega alla propria terra perché la solitudine in cui è stata portata non viene contemplata a livello legislativo. Auguriamole di sconfiggere l’inevitabile angoscia che quel momento le ha procurato e di incontrare presto chi le faccia vivere veramente l’amore.

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