FUTURO?

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Questa settimana parliamo di …A cura di Sergio Desiderati

Il futuro non esiste. Credo sia questa un’affermazione inconfutabile; è esistito il passato, esiste indiscutibilmente il presente, ma il futuro no, quello non c’è. O meglio: del futuro c’è l’idea che noi ci costruiamo la quale può essere positiva o negativa, ed in relazione a questa operano le persone consapevoli. Consapevoli di sé stesse come di ciò che le circonda o delle responsabilità a cui, per ragione o per altro, sono state chiamate. Passato e presente, lo si sa perfettamente, ci possono, anzi ci devono indirizzare verso il futuro che vorremmo, ma non solo per noi quanto per tutta l’umanità.

Mentre scrivo mi arriva un’Ansa da cui leggo del risultato elettorale in Germania con l’ingresso per la prima volta nel Bundestag, il parlamento tedesco, dei populisti dell’Afd, partito xenofobo a detta di molti, che ha triplicato i propri consensi rispetto alle elezioni precedenti. Ha connessioni con il futuro che possiamo immaginare per i nostri figli? Probabilmente si. Il passato deve pur insegnare qualcosa. Andiamo allora un po’ ad un recentissimo passato: ‘Corriere della Sera, 30 novembre 2015: Onu: nel 2020 ci saranno 50 milioni di profughi climatici. La desertificazione colpisce 1,5 miliardi di persone. Il 29 novembre la Global Climate March ricorda che il clima è una parte importante del problema dei flussi migratori. Secondo le stime delle Nazioni Unite 50 milioni di persone entro il 2020 saranno costrette a lasciare le proprie case e la propria terra a causa della desertificazione dovuta all’attività umana e al cambiamento del clima. La crescita della popolazione richiederà inoltre un aumento del 60% della produzione alimentare. Tutto ciò non può non avere conseguenze sui flussi migratori’. ‘AdnKronos, 01 dicembre 2016: “In fuga dal clima. Fino a 350 milioni di migranti ambientali al 2050, fenomeno di rilevanza primaria e di intensità superiore a quello dei profughi da guerra….Le previsioni parlano di un potenziale numero di migranti ambientali, entro il 2050, che potrebbe variare da 50 milioni a 350 milioni. La stima più citata è quella fornita da Myers, che prevede 200 milioni di potenziali migranti ambientali entro il 2050’. E’ singolare come di questo non parli quasi mai nessuno; solo qualche agenzia o Papa Francesco, ascoltato dai più con un orecchio solo. Padre Alex Zanotelli, missionario Comboniano, ha lanciato nel luglio scorso un appello ai giornalisti affinchè parlino dell’Africa, del suo sfruttamento, delle migrazioni in atto con i numeri a cui si accennava, come abbiamo visto,  già alcuni anni fa. “E’ inaccettabile…” dice Zanotelli; è inaccettabile il silenzio su molte cose; è inaccettabile perchè bisogna che le persone sappiano cosa sta succedendo ad altre persone (si, sono altre persone, e non –quelli li- come qualcuno li definisce) in quanto diversamente possono assumere decisioni non conformi al loro credere, alle loro convinzioni. Dobbiamo sapere. Dobbiamo sapere, tra le altre cose, che anche l’Italia, dice Zanotelli, vende ai Paesi africani ‘…armi pesanti e leggere che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!). Non conoscendo tutto questo, continua nel proprio appello il missionario Comboniano, è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle proprie terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti. Ma i disperati della storia nessuno li fermerà”. Cosa accadrà lo vedremo molto presto. Una cosa è certa: la politica, quella che dovrebbe avere la P maiuscola, deve essere in grado di governare questi eventi, peraltro storicamente sempre avvenuti, governarli con l’unica preoccupazione possibile: la persona.

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