NO AI CANI A CATENA

Belle novità nell’ambito del benessere animale. In Regione Lombardia è stato approvato il "Regolamento di attuazione delle disposizioni di cui al Titolo VIII, capo II, della l.r. n. 33/2009 recante norme relative alla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo". Argomenti importantissimi che conferiscono sempre più dignità agli animali ed indicano come, a poco a poco, stia aumentando la sensibilità verso benessere, rispetto e tutela degli stessi. Non più “consigli per una buona convivenza” bensì obblighi e divieti fissati nero su bianco. E noi, che da anni cerchiamo di trasmettere questi messaggi di gentilezza e rispetto, non possiamo che gioire.
Ma analizziamo alcuni punti fondamentali specificati nel regolamento regionale: Fra gli obblighi per i proprietari troviamo il fornire all'animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente e un'adeguata attività motoria.

Ho concesso in comodato gratuito a mia sorella un piccolo appartamento di mia proprietà. Adesso mia sorella si è sposata da pochi giorni e quindi risiederà con il marito in un'altra abitazione. Ho avuto dei problemi con l'Agenzia delle Entrate per chiudere il contratto. Vorrei sapere quali imposte devo pagare.
Lettera firmata.

Questa settimana parliamo di … A cura di Sergio Desiderati


Chiedo aiuto. Io infatti fatico a comprendere: chi mi sa spiegare la differenza tra ‘armi convenzionali’ e ‘armi non convenzionali’? Partiamo da queste ultime (le prime sono tutte le altre…) e vediamo cosa dice il Dizionario di storia moderna e contemporanea: ‘Armi che sfruttano a scopo distruttivo sostanze diverse dagli usuali esplosivi, che in diverso modo producono energia mediante una reazione chimica. Poiché i loro effetti si estendono a grandi quantità di persone, su ampio territorio e per un tempo prolungato, vengono anche chiamate "armi di distruzione di massa" e come tali sono oggetto di complessi accordi politici limitativi’. Queste ‘sottigliezze’ vennero introdotte dopo che fu sganciata la bomba atomica la quale, a questo punto, è da considerarsi ‘arma di distruzione di massa – arma non convenzionale’.

Finalmente è arrivata la bella stagione e con la rubrica di oggi, vogliamo indicarvi alcune semplici regole da seguire per un buona pacifica convivenza nell’area cani così da evitare spiacevoli incidenti.  Prima di tutto evitate di lanciare palline e frisbee in presenza di altri cani. L’azione creerebbe competizione fra gli animali causando litigi per il possesso del gioco. NO al guinzaglio! Un cane legato in mezzo a tanti cani liberi è sotto stress: non conosce gli altri cani, non sa se può fidarsi di loro e sa di non poter scappare perché legato. NON prendete in braccio i cani piccoli per “proteggerli” da quelli più grandi. E’ una pratica da evitare ovunque ma in area cani diventa ancora più pericolosa perché:  accentra la curiosità dei cani sul “piccolo”; stimola il loro impulso predatorio; il cane in braccio tende ad essere più aggressivo ed a sfidare gli altri cani; c’è il rischio che si venga morsi dagli altri cani. Controllate Fido! Passare del tempo in queste aree non significa “portare il cane a giocare un po’ con gli altri”.

Quand’è che una persona comprende effettivamente di aver vissuto? Soprattutto: come ha vissuto? Nell’ultimo libro di Giorgio Mora, ‘Due Racconti’, fresco di stampa per la ‘Arduino Sacco Editore’ si respira questo desiderio di conoscere, di capire se e come si è vissuti. Fino alla fine, che sia l’ultima straziante ripresa di un violento incontro di pugilato oppure il dolce congedo da un mondo dove non ci si è mai ritrovati completamente e dove il ricordo lasciato non è probabilmente dei migliori. In fondo la vita si può racchiudere in un racconto. Così il primo ‘Quella sera in cui la boxe diventò leggenda’ c’è tutto lo spaccato di ogni esistenza: la sfida, la caduta, le gambe malferme che comunque ti fanno rialzare nonostante lo stomaco ed il volto e le mani ed i fianchi: nonostante tutto ti dica che dovresti rimanere a terra. Ma si torna in piedi perché questo è il nostro compito, sia che combattiamo sul ring o che camminiamo per la strada.

Circa dieci anni fa il gatto randagio Tommasino aveva ereditato dalla padrona ultranovantenne un patrimonio di dieci milioni di euro, mentre il barboncino Chicco aveva ereditato due milioni di euro dalla sua affezionata proprietaria. Dunque è possibile nominare erede il proprio animale domestico? Non proprio. La legge italiana non permette di lasciare per disposizione testamentaria direttamente i propri beni agli animali. Gli animali, infatti, non hanno, a differenza delle persone fisiche e delle persone giuridiche (associazioni e fondazioni), la cosiddetta “capacità giuridica”, presupposto indispensabile per ottenere donazioni o beni in eredità. Quindi clausole testamentarie del tipo “Lascio 50 mila euro al mio cane Fido” oppure “Nomino erede la mia tartaruga Lulù” sono nulle.

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