Questa settimana parliamo di … A cura di Sergio Desiderati

Amburgo, 7 e 8 luglio 2017. Per la prima volta in Germania si è tenuto in quei giorni il G20, il Gruppo dei 20 Paesi più industrializzati il quale rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale oltre all’80% del Pil internazionale. Solitamente, così anche questa volta, vi partecipano altri Paesi invitati oltre ad alcune tra maggiori organizzazioni planetarie. Come il recente vertice di Taormina, allora G7, non più 8 e forse 6 o 5 per le ragioni di cui già abbiamo avuto modo di parlare, mi chiedo se abbia ancora senso chiamarlo G20. Da qualche mese a questa parte, esattamente dal 20 gennaio scorso, credo che i vari consessi internazionali possano definirsi con un determinato numero …. più uno. Non è un mistero per nessuno infatti come il nuovo presidente degli Stati Uniti si ponga quasi sempre assolutamente fuori dal coro per marcare evidentemente le sue prerogative di comandante in capo di una delle nazioni più forti del pianeta. Mettendo però in discussione, per quelli che a mio avviso sono bassi profili di opportunità elettorali viste le sue promesse a certi strati della popolazione americana, accordi già sanciti come quello sul clima con il ritorno all’utilizzo massiccio dei combustibili fossili. Ambiare tutto quello che si è fatto fino a quel punto non giova mai a nessuno. Sarà, quella che segue, una domanda piccola piccola se vogliamo, ma il presidente degli Stati Uniti, che insieme alla moglie è spesso accompagnato dall’ultimo e più giovane dei suoi figli (domanda ovviamente che vale anche per tutti, siano o meno figli suoi), non pensa a che pianeta Terra verrà loro consegnato? Chi guarda solo al contingente non può in nessun motivo essere considerato uno statista. Mi piace spesso ricordare quella frase pronunciata da Alcide De Gasperi e che egli probabilmente riprese da James Freeman Clarke, predicatore e politico, guarda caso, americano: ‘Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni’. Questo vale, a mio avviso, a tutti i livelli. In un comunicato congiunto, i leader del G20 si sono ripromessi di prendere misure per bloccare ogni tipo di finanziamento a gruppi terroristici e per impedire che Internet venga usato per diffondere la loro propaganda. Ma ci voleva il G20 per questo? Se alcuni dei Paesi partecipanti lo stavano facendo (e probabilmente ve n’erano o ve ne sono) è meglio che rimangano a casa propria. Poi splendido: i capi di Stati Uniti e Russia si sono parlati (dopo frecciate lanciatesi da una parte all’altra del mondo; e loro sanno perché. Ma forse anche noi immaginiamo) ed hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco in Siria. Però: carini loro, finalmente per i siriani. Per quanto riguarda la questione migratoria non sono state previste nel comunicato finale, a causa dell'opposizione di Cina e Russia, delle sanzioni internazionali contro i trafficanti di esseri umani, come invece richiesto in primis dai Paesi europei. Mi piacerebbe tanto sapere per quale motivo! Ennesimo compromesso anche sui temi del commercio e del libero scambio. Una domanda che forse c’entra poco: ‘Che fine fa la peculiarità dei nostri prodotti?’ Però ho letto che in un passaggio del documento finale verrebbero legittimate alcune misure difensive sul commercio; ma allora, il libero scambio c’è o si fa? e poi, a vantaggio di chi? Non certo, immagino, di quei Paesi non presenti a quello che è ancora chiamato G20. Sempre deprecabili poi gli scontri di piazza dove veri e propri volenterosi del crimine si insinuano in legittime manifestazioni facendo quindi perdere credibilità a tutti. Torno al clima: 19 Paesi hanno definito ‘irreversibile’ la lotta ai cambiamenti climatici; il presidente francese ha anche annunciato una nuova conferenza parigina sul clima a dicembre. Parteciperà Trump o invierà la figlia? Continuiamo a chiamarlo G20?

In questi mesi potete effettuare alcuni interventi utili ai vostri rosai. Eliminate tutte le rose appassite dai cespugli di recente impianto e da quelli che non hanno bacche interessanti, per sollecitare le piante a una nuova fioritura. Eliminate sempre i polloni selvatici che nascono sotto il punto di innesto (si riconoscono perché hanno foglie più piccole e il ramo fogliare è formato da sette foglioline e non da cinque); la loro presenza non è di alcun interesse e indebolisce la pianta. In estate si può effettuare la potatura verde che prevede l’eliminazione di rami o di parti del fogliame che crescono all’interno di un cespuglio troppo denso.

Questa settimana parliamo di …A cura di Sergio Desiderati
Giudicare non solo è difficile ma soprattutto inopportuno. Soprattutto quando c’è di mezzo la dignità delle persone, e ancora di più quando queste sono ragazzi. Un anno fa in un paese ai piedi dei monti Lattari e con vista sul Vesuvio successe ciò che non deve mai capitare da nessuna parte ma che, al contrario, avviene un po’ ovunque. Una ragazzina quindicenne si apparta in compagnia di quello che crede il suo fidanzatino mentre in realtà si paleserà essere uno dei bruti che la violenteranno.

Ho assistito una mia prozia nel corso della sua vecchiaia. Quest'ultima ha redatto un testamento olografo con il quale mi lasciava la quota disponibile di un terzo del suo patrimonio. Il testamento è stato pubblicato dal notaio e una copia autentica è stata inviata con raccomandata agli altri coeredi. I due figli della prozia, unici altri coeredi insieme a me, non hanno manifestato alcuna opposizione, anzi hanno dichiarato che i terreni agricoli oggetto del lascito della prozia non erano di loro interesse.

Quando si fa un acquisto, in particolare nella compravendita degli immobili, si parla di “acconto” e “caparra”, spesso usati come sinonimi anche se in realtà non lo sono. L’acconto è un anticipo sul pagamento del prezzo dovuto. Devo pagare 10, verso un acconto di 2, al momento del saldo pagherò la differenza di 8. Se poi il contratto non va a buon fine l’acconto deve essere restituito, indipendentemente dalla responsabilità delle parti. Se una parte ritiene di essere stata danneggiata, per avere un risarcimento dovrà fare causa e dimostrare di aver subito un danno. Anche la caparra confirmatoria è un anticipo sul prezzo dovuto: se viene pattuito il prezzo 10 e verso la caparra di 2, al momento del rogito pagherò 8 perché la caparra varrà come acconto. Però, se una delle parti viene meno all’impegno preso (di vendere o di comprare) la caparra opera come risarcimento “automatico”. Se è inadempiente il venditore (perché si rifiuta di vendere), l’acquirente può richiedere la restituzione del doppio della caparra versata. Se invece è inadempiente l’acquirente (perché rifiuta di acquistare) il venditore può trattenere, a titolo di risarcimento del danno subito, la caparra confirmatoria che gli era stata versata. Quindi la caparra – a differenza dell’acconto – funge da garanzia e da liquidazione anticipata del danno. Spesso nelle operazioni di compravendita degli immobili vengono corrisposti anticipi senza precisare se si tratta di acconto o caparra. E’ molto importante specificare nel contratto preliminare che la somma versata alla controparte è una caparra confirmatoria, perché, diversamente, tale somma è considerata come acconto.
Giulia Fontanesi

L’estate è iniziata ed anche i nostri amici animali soffrono il caldo e sono a rischio “Colpi di Calore”. In particolar modo i gatti che amano stare al sole, i cuccioli o gli anziani o quei Mici che presentano problemi respiratori o di obesità. Non dimentichiamo che, fra questi, sono inclusi gatti col setto nasale molto corto come i Persiani e gli Esotici.

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