L’associazione, sessanta iscritti con sede a Calcinato, è guidata dal presidente Antonio Crescini. Sono due i progetti principali in essere

“Iniziativa l’Ovo de l’Asino” è una associazione di Calcinato, operativa sul piano locale e in una realtà lontana come l’Uganda. Due, dunque, sono i punti principali delle attività del gruppo capitanato da Antonio Corsini con i suoi compagni della prima ora Lorenzo Rosa e Vincenzo Franchini.  Il modo di agire si articola mediante la solidarietà, la corresponsabilità e la sussidiarietà: cioè guardare i bisogni dell’umanità, agendo per il bene di tutti e di ciascuno e, quindi, creare le condizioni necessarie affinché comunità e persona, possano realizzare se stesse nel miglior modo possibile.

Intervista con la presidente del comitato di Mantova, Edda Caramaschi Gandolfi

“Una storia bellissima”, è il titolo del volume che celebra e racconta l’epopea di Unicef che taglia quest’anno un bel traguardo di vita, vissuto splendidamente dalla parte dei diritti del bambino. L’attualità dice anche che, in questo periodo, l’organizzazione è nelle piazze italiane con le Pigotte, le bambole speciali che salvano la vita dei bambini e che festeggiano anch’esse un bel compleanno: la maggiore età, i 18 anni di vita. Il 2016 è dunque un anno speciale che comprende un doppio anniversario per questa organizzazione da sempre impegnata a combattere le crudeltà dell’uomo verso i minori. “Parliamo prima di tutto della Pigotta – dice la presidente di Unicef Mantova, Edda Caramaschi Gandolfi -.

Giuseppe Laffranchini, per decenni primo violoncello all’orchestra della Scala di Milano, torna spesso a Lonato del Garda dove è nato

Una vita nella musica, un talento innato che l’ha portato a essere il primo violoncello dell’orchestra della Scala di Milano, in un posto unico dove però non si può sbagliare e lui, Giuseppe Laffranchini, da Lonato del Garda, non ha mai sbagliato. Adesso è in pensione, ma suona ancora perché l’amore per la musica non ha confini o limiti di età: prosegue, come la sua vita nella grande metropoli lombarda e come il desiderio di tornare spesso nella cittadina gardesana dove ha casa e dove c’è un figlio, Sandro, che ha seguito col medesimo talento, le tracce del padre e del quale parleremo in una altra occasione.

Il Gazzettino nuovo intervista il presidente dell’Automobil Club, Piergiorgio Vittorini

Aci Brescia celebra novant’anni e chiude un anno positivo, segnato da progetti significativi e da prerogative di uguale rilevanza, per il prossimo futuro. L’Automobil Club di Brescia è una istituzione che ha come fiore all’occhiello la sempre ammirata Mille Miglia storica, ma nell’agenda della quotidianità spiccano altrettante competenze di forte risalto strutturale. Il bilancio dell’anno lo redige il presidente di Aci, l’avvocato Piergiorgio Vittorini, eletto in carica un anno e mezzo fa. “Il bilancio è positivo, Aci è un ente pubblico e come tale vanta attività certificate e trasparenti, che ognuno può individuare nelle sedi opportune. Aci – osserva Vittorini – ha confermato quest’anno un evidente recupero di credibilità, grazie all’affidabilità dell’ente sul piano della gestione economica e complessiva a più ampio raggio.

Abita a Calcinato e fa parte di una associazione onlus. A febbraio ripartirà con un impegno: sostenere le persone, soprattutto i bambini, lassù nei villaggi distrutti della montagna

Un amore per il Nepal sbocciato anni fa e proseguito con viaggi di andata e ritorno autofinanziati. Un amore speciale, corrisposto e resistente persino al drammatico terremoto accaduto il 25 aprile di un anno fa. La scossa nefasta ebbe luogo proprio nella regione in cui opera Gabriele Cima, di Calcinato, a Helambu, 70 chilometri a nord-est di Katmandu, un’area montuosa composta da villaggi a 2500 metri di altitudine, alcuni dei quali andati distrutti dopo il sisma. Il terribile accadimento, ha rinsaldato l’amore di Cima e della associazione con la quale opera per i nepalesi, molti dei quali hanno perso la vita tra cui tanti bambini che i volontari italiani conoscevano benissimo.

Intervista esclusiva con il noto scrittore, a Brescia per parlare del suo ultimo libro

Un viaggio a Istanbul andata e ritorno, senza fermate. Un viaggio della mente ma non per questo meno piacevole o allettante, come lo erano stati i viaggi a Parigi, a Londra, Roma e New York, le città frequentate da Corrado Augias e descritte sapientemente in libri di narrativa di grande successo. Adesso, con l’ultima fatica letteraria dedicata alla metropoli turca, Augias si cimenta nel racconto dell’oriente, a differenza di quanto accaduto nel passato, sempre incentrato su ambiti geografici europei o americani. Il racconto è comunque esaltante e pieno di riflessi emotivi, condensati nella bella scrittura del giornalista e scrittore romano.

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