'8 MARZO', DONNE PROTAGONISTE NELL'EVOLUZIONE DELLA SOCIETA’

27 Febbraio 2017
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L’8 marzo significa festa della donna, ma vuole dire anche progresso della società. E’ una data fatidica, anche se rappresenta un giorno tragico per l’altra metà del cielo. Da quel tempo in cui le donne morivano al lavoro, di passi in avanti le società del mondo ne hanno compiuti parecchi. Oggi le donne sono finalmente riconosciute per ciò che valgono e sono rispettate per come meritano nei più svariati ambiti della vita. E questo grazie a donne impegnate nel campo dei diritti e delle tutele da svariati decenni, da quando parlare di parità, era più o meno come svuotare di essenza un tabù ancestrale. E sono queste le donne che più di altri hanno diritto a raccontare la società odierna e i suoi mutamenti di genere, perché dispongono di una esperienza che consolida le conoscenze mediante il vissuto della quotidianità. Tra queste spicca Tina Leonzi, presidente nazionale e fondatrice del Moica, il movimento delle casalinghe italiane.

Leonzi, giornalista e scrittrice, è da sempre impegnata in battaglie di frontiera per le donne casalinghe e per le donne tout court. Lo era già quarant’anni fa quando decise che questa poteva diventare una ragione di vita. Poi lo è diventata per davvero e adesso è qui a raccontare l’evoluzione del nostro paese, su questi temi un tempo scabrosi e oggi accettati come un dato di fatto elementare. “Il significato dell’8 marzo è semplice: si tratta di una giornata dedicata alle donne, che parte da lontano, da quando in America, ma non solo là, le donne morivano sui luoghi di lavoro. E’ giusto ricordare quel giorno, ed è altrettanto giusto fare ogni giorno qualcosa di più per le donne. Ognuno nel proprio campo, può dare un apporto significativo. Noi come Moica ci occupiamo di vedere valorizzato il lavoro in famiglia delle donne. Altri esempi possono riguardare le donne che lavorano fuori casa ma poi anche tra le mura domestiche, e pure qui bisogna intervenire per cercare una conciliazione tra i tempi del lavoro e quelli della vita”. Le donne sono ancora oggi, nel nuovo millennio, vittime di violenze spesso brutali. “E’ un problema che va affrontato alla radice – dice Leonzi -. Bisogna insegnare ai bambini il rispetto per le bambine cosicché una volta cresciuti sapranno capire le differenze. Nessuno è proprietà di qualcuno.” Le donne e la carriera professionale. “Bene, io penso che oggi le donne siano, in genere, valorizzate per ciò che meritano. Ma non sempre e non dappertutto. Pensiamo ad esempio, al parlamento dove le donne sono presenti in percentuale molto ridotta rispetto a numerosi paesi europei. Ci sono campi del lavoro dove a parità di mansioni, le donne sono pagate meno di un uomo. In casa, dove esiste la vera famiglia, invece possiamo dire che i rapporti sono finalmente paritari. La donna è capace di leggere le mutazioni del tempo ed è oggi come mai al passo coi tempi alla stessa maniera la donna che lavora in casa. Noi abbiamo camminato insieme al cambiamento della società, però mi chiedo anche se verrà davvero un giorno in cui le donne avranno raggiunto la parità con gli uomini. Me lo chiedo e, francamente, non so rispondermi, o perlomeno non come vorrei.” Tina Leonzi e una storia personale da sempre dalla parte del femminile. “Cominciai a muovermi per i diritti delle donne oltre quarant’anni fa. Poi fondai il movimento. All’epoca delle casalinghe non parlava quasi nessuno, e quindi ci provai io”. Il Moica celebra quest’anno i suoi primi 35 anni di vita. La sede nazionale è a Brescia, ma esiste una sede di riferimento a Roma e in altre 85 località italiane. C’è un numero verde, al quale rivolgersi al Moica per segnalare qualsiasi problematica. E’ il seguente: 800-60-85-86. “Di recente – termina Leonzi – il Moica si è impegnato assai nella lotta al gioco d’azzardo. La ludopatia è un problema vasto nel paese, che non investe soltanto le casalinghe. Ci sono persone che perdono la pensione al gioco, alcuni anche la casa. Siamo un popolo dedito al gioco d’azzardo. E’ una triste realtà, ma così stanno le cose. Noi alziamo la voce per proteggere le donne che lavorano in casa, anche promuovendo un corso per specialisti, ma non dobbiamo dimenticare che questo dramma colpisce ovunque”. In giugno sarà presentata una ricerca sul movimento, redatta da eminenti studiosi della società italiana di ieri e di oggi.    

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