Signor Direttore,
mancano ormai poco più di due settimane alle votazioni comunali dell’ 11 giugno: i candidati sono ormai noti ( Zanotti, Volpi, Novellini, Finadri); le liste elettorali completate ; seppur velatamente sorte minacce di querela da parte di alcuno; si sta, come tradizione, scatenando  la campagna elettorale.  Manca solo una mente, una “smart-start-up”, possibilmente capace di manovrare gli algoritmi, che metta in atto delle scommesse, assegnando quotazioni ai vari candidati in modo da invogliare i giocatori  incalliti a scommettere e perdere o moltiplicare le poste giocate.

Signor Direttore,
Ho sempre affermato che l’Amministrazione scadente (participio presente del verbo scadere) è, come giusto che sia, quella sottoposta ad una minuziosa verifica del suo operato passato, soprattutto se il suo leader  cerca il bis; mentre gli altri candidati suoi avversari possono sbizzarrirsi nel presentare  i loro  programmi futuri, promettendo magari ...  la luna, senza che nessuno abbia a priori la possibilità matematica di smentirli  e magari anche all’oscuro delle possibilità finanziarie che avranno a disposizione una volta eletti.  Ho già scritto che, tra le altre, l’operazione AqA  non era stata digerita dai Castiglionesi, mentre era stata presentata come una operazione brillante, perché entrare in una compagine anche molto più grande e contare solamente il 2 %, vuol dire contare nulla.

Sig. Direttore,
Quando da vecchia ripenserò agli anni del liceo, un’immagine ben precisa riaffiorerà alla mente: quella di me che aspetto alla fermata di via Foro Boario il pullman regolarmente in ritardo.
E in seguito a questa visione, dalla trama malinconica, non potrò che provare rabbia e amarezza, per una
società che ho finanziato con il mio abbonamento per ben cinque anni, ma che si è dimostrata essere
indecente. So che queste sono affermazioni forti, ma voglio far capire il disappunto, verso quel pullmino
blu, di quelli che come me prendono ogni giorno l’APAM, per andare a scuola o a lavoro o anche solo a fare
la spesa.

Sig. Direttore,
C’è un fabbricato in piazza Dallò che dai Castiglionesi in sù con gli anni viene identificato come “ex casa del fascio” e dai giovani come “circolo A.R.C.I.”  Che la piazza con i suoi edifici già esistesse ai tempi di Francesco Gonzaga (fratello di san Luigi) è fuor di dubbio, perché la statua di Donna Domenica Calubini da lui fatta erigere in memoria della fanciulla che preferì farsi uccidere che cedere  alla violenza di un soldato, è datata 1605 (quod maluerit mori quam foedari). Nata come piazza Colonna, nell’arco dei tempi assunse dapprima il nome di Umberto I° indi di Ettore Muti (periodo repubblichino) e definitivamente Ugo Dallò. Il fabbricato in oggetto, diventato di proprietà statale  ai primi anni del 1930, indi ristrutturato, venne adibito al 1° piano a sede del fascio castiglionese ed a piano terra a sede dell’ O.N.D.

Signor Direttore,

Oogni giorno che passa i nostri parlamentari, attraverso la televisione e la stampa fanno grande uso del termine “populismo”. Termine usato da tutti i partiti dalla estrema destra fino alla sinistra più radicale. Eravamo convinti che il termine populista significasse ispirazione popolare e umanitaria. Facesse riferimento ai popoli che lottano per liberarsi dagli squilibri sociali. Cioè dalla miseria e dalla soggezione dei più potenti.  Ora invece i politici usano questo aggettivo per interessi di bandiera, senza tener conto della sua applicazione messa in atto nel dopo guerra e che sotto intendiamo dimostrare. Dopo aver concordato e approvato la Carta Costituzionale, alle elezioni politiche del 1948 parteciparono sette partiti. Nonostante lo scontro politico si trovarono d’accordo per ricostruire l’Italia. Si accordarono sull’orario di lavoro; sui salari; sull’assistenza e assicurazione del personale; sulle ferie; sul “lodo De Gaspari”; sulla terra a chi la lavora e tante altre iniziative. Il parlamento era rappresentato da 73 contadini ancora coi calli nelle mani. Altri 158 erano i prestatori d’opera, sempre lavoratori del braccio.

Egr. Direttore

ho letto con curiosità l'intervento sul suo settimanale del segretario dei Socialisti Ambientalisti Castiglionesi Aldo Morandi. Anzitutto dubito fortemente che la maggioranza dei votanti (non degli iscritti) concordi con questa scelta di appoggiare la lista Insieme per Castiglione, certamente di destra ed alleata con tutta la destra, da Fratelli d'Italia a Lega Nord. Mi da conforto che persone stimate abbiano fatto una scelta diversa. Faccio rilevare che quando a suo tempo il Psi candidò a sindaco Innocente Sereni l'attuale Pd lo appoggiò incondizionatamente con la candidatura Novellini è avvenuto e avviene l'esatto contrario.

BATTAGLIA ELETTORALE

Sig. Direttore

lla battaglia elettorale, quella vera, che, di solito, entra nel vivo negli ultimi trenta giorni prima del voto, non é ancora cominciata che già sui tabelloni commerciali fanno capolino i volti dei candidati alla carica di sindaco. Sono i primi tentativi per catturare la simpatia, e, possibilmente, l'11 giugno il voto degli elettori. Quello, però, che, forse, tutti non sanno è che sin dai primi messaggi dietro ad ogni candidato lavorano uomini di marketing esperti nel catturare il consenso. Ecco che, allora, tutto si gioca su un atteggiamento, su un sorriso e su un abbigliamento sui quali si punta per garantire una maggiore credibilità. Un grande spazio viene affidato anche ai nuovi mezzi di comunicazione, che, attraverso i telefonini, raggiungono migliaia di elettori sempre più avvezzi ad usare smartphone e tablet. Si può star certi che nei prossimi giorni anche le cassette delle lettere saranno riempite di pieghevoli con programmi e sollecitazioni al voto. Personalmente ritengo che sarebbe preferibile presenziare ai confronti fra i candidati, che certamente non mancheranno, così da rendersi conto de visu della qualità della proposta dei singoli concorrenti.

Luigi Cavalieri
Desenzano del Garda

BATTAGLIA ELETTORALE

Sig. Direttore

lla battaglia elettorale, quella vera, che, di solito, entra nel vivo negli ultimi trenta giorni prima del voto, non é ancora cominciata che già sui tabelloni commerciali fanno capolino i volti dei candidati alla carica di sindaco. Sono i primi tentativi per catturare la simpatia, e, possibilmente, l'11 giugno il voto degli elettori. Quello, però, che, forse, tutti non sanno è che sin dai primi messaggi dietro ad ogni candidato lavorano uomini di marketing esperti nel catturare il consenso. Ecco che, allora, tutto si gioca su un atteggiamento, su un sorriso e su un abbigliamento sui quali si punta per garantire una maggiore credibilità.

In riferimento all'articolo apparso sul numero del Gazzettino del 30 marzo scorso e relativo alle dichiarazioni del Sindaco di Pozzolengo Paolo Bellini nel quale lo stesso citava “500-600 migranti già ospitati a Montichiari” mi corre l'obbligo di chiarire che attualmente sul territorio del Comune da me guidato sono presenti 124 migranti ospitati da quattro strutture (tre realtà private ed una cooperativa) che nulla hanno a che vedere con il Comune il quale è stato scavalcato sulla questione a seguito di disposizioni del Ministero dell'Interno che, tramite la Prefettura, ha emanato bandi per il collocamento dei migranti a cui partecipanto soprattutto operatori privati. I migranti collocati sono gestiti dalle stesse realtà che li ospitano le quali si fanno carico anche di tutti gli oneri conseguenti.

Sig. Direttore,

non capita spesso l'occasione, di gustare un buon caffè all'ombra di una maestosa quercia, destinata a raggiungere facilmente, il traguardo dei quattrocento anni .Una rarità, in ottima compagnia, con ippocastani, tigli, frassini, sambuchi, cipressi e bagolari che fan parte dello storico parco, tutelato, con la consueta passione e competenza, dalla Società Solferino - S.Martino. Piante,  meno vetuste, ma sempre importanti, che possiamo ammirare tranquillamente dai tavolini del chiosco,situato nell'immediata vicinanza di Piazza Castello. Luogo ideale per gustosi spuntini, incontri sentimentali, conversazioni pacate ed anche per partite al Burraco.

Signor Direttore,
chiedo nuovamente ospitalità al suo giornale (ma ritengo di averne il diritto) per replicare a quanto esposto dal sindaco Novellini sul Gazzettino n° 11 del 23 marzo u.s. E intendo farlo suddividendola in due punti : 1) rispondere alla critiche mosse alla mia amministrazione quando il sindaco afferma che molti problemi di oggi esistevano già allora; 2) la giustificazione (tardiva) sulla soppressione della via Maletti sostituita con via Montessori (perché non tentare di addolcire la pillola intestandola a Rino Alemanni? ). Partiamo da Maletti rimandando di 8 giorni la n° 1 in pratica al prossimo Gazzettino. La decisione presa dalla giunta sull’argomento, ripeto giuridicamente ineccepibile, è stata presa sulla testa dei castiglionesi da una giunta che ben poco di castiglionese ha, senza che venissero interpellati, senza sentire il loro parere sull’argomento,  senza tener conto che l’autorizzazione concessa dalla prefettura recitava anche “la sostituzione dei nomi esistenti delle vie ci trova in linea di principio contrari”, senza analizzare sopratutto il fatto di Debra Libanos nel CONTESTO STORICO DELL’EPOCA, tant’è che sta correndo ai ripari promuovendo ora un incontro “ad hoc” per sabato 8 aprile alle ore 16 presso la biblioteca comunale in cui l’ANPI di Mantova e di Castiglione (capirai ... da che pulpito vien la predica) dovrebbero a posteriori dare una risposta ed una motivazione all’ operato di giunta.

Egr. direttore,
Come è noto ai concittadini, non è mia abitudine rispondere alle lettere sull’operato della Amministrazione che ho l’onore e la fortuna di condurre. Leggo con spirito critico e costruttivo i suggerimenti e le considerazioni dell’Ing. Sigurtà su quanto non realizzato in questi anni ricordando che molti di questi temi erano di attualità anche quando lui era Sindaco di Castiglione. Mi preme soltanto spiegare la motivazione che ha spinto questa Amministrazione a modificare il nome di via Maletti, motivazione considerata superficiale e partigiana.  Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza ma approfondendo quanto accaduto. Forse l’Ing. Sigurtà non ha avuto modo di leggere i resoconti storici sull’eccidio di Debrà Libanòs e le responsabilità del gen. Maletti in questi avvenimenti. Fucilare tra i 1.500 e i 2.000 civili inermi (questi i numeri ricostruiti dagli storici) per rappresaglia di un attentato senza perseguirne i soli autori non è forse paragonabile a quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale alle Fosse Ardeatine in seguito all’azione di via Rasella?

Sig. Direttore,

nel  1995 la legge elettorale cambiò radicalmente: il sindaco per la prima volta venne scelto dagli elettori e non più dai consiglieri comunali. Da allora l’unica donna candidatasi fu Maria Grazia Margonari, una meteora, che alle elezioni del 1998 non raggiunse il ballottaggio. Per le prossime elezioni di giugno i due gruppi più importanti, il centro sinistra ed il centro destra hanno già designato i loro candidati (Novellini e Volpi). Salvo sorprese dell’ultima ora i gruppi che non si sono ancora espressi sembrano intenzionati ad orientarsi sul gentil sesso. E si che a Castiglione i personaggi in gonnella – pardon sarebbe più moderno dire in leggings (ormai è questo l’indumento imperante) – non mancano.  Donne, titolari o dirigenti di aziende, startupper o presidenti di rotary che hanno dimostrato di saper fare non mancano; portate del resto alla ribalta della cronaca  grazie anche al Gazzettino. Oggi a poco più di due mesi dalle elezioni il gruppo di centro sinistra – è la sorte di quelli in scadenza – è quello messo male perché sottopone all’esame  degli elettori  quanto fatto o non fatto nei cinque anni del suo mandato. Gli altri a differenza possono improntare i loro programmi di tante cose anche talvolta irrealizzabili.

Gentile Direttore,
Seguo sempre i suoi articoli sul gazzettino e mi rivolgo pertanto per segnalare la situazione rifiuti a dir poco indecorosa che caratterizza la strada statale Castiglione - Desenzano nel tratto che va dai due distributori appena fuori Castiglione fino allo svincolo per Esenta. Io abito a Carpenedolo e per recarmi al lavoro percorro questa strada ogni giorno:  mi meraviglio del fatto che nessuna autorità (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, qualche politico locale... ) che penso transitino sulla statale  abbia notato o fatto notare al Comune di Castiglione la necessità di una raccolta straordinaria dei rifiuti che si incontrano nel tratto ai lati della predetta strada ed in particolare nei pressi delle  due aree di sosta di emergenza che precedono lo svincolo de Esenta. Ovvio che la colpa dell'accumulo dei rifiuti non è delle autorità ma solo dell'inciviltà di coloro che li abbandonano  incuranti del decoro dei luoghi (la stessa situazione l'ho vista di persona nelle campagne carpenedolesi che frequento durante le mie passeggiate) e dei pericoli sanitari che penso possano derivarne. Le emerite "teste di ….." (mi perdoni ma per questi individui non riesco a trovare termini più appropriati) che li abbandonano  deturpando l'ambiente in questo modo, andrebbero perseguite severamente e condannate con pene esemplari (lavori forzati socialmente utili) Spero che questa segnalazione venga sottoposta a chi di dovere e serva a risolvere almeno temporaneamente l'incresciosa situazione che ogni giorno passa sotto ai miei occhi e di tutti coloro che percorrono questa strada. La ringrazio per l'attenzione che vorrà riservarmi e, con l'occasione, Le porgo distinti saluti.

Perini Gualtiero

Capenedolo

Nessuna violazione della libertà personale, massima tutela delle ospiti, costante collaborazione con Prefettura e forze dell’ordine e documentazione alla mano per respingere ogni accusa. La cooperativa Olinda, che ha sede a Medole ed opera nei territori di Verona, Brescia e Mantova nel campo dell’accoglienza dei migranti, chiarisce la situazione in merito alle considerazioni partite da Melting Pot e in un servizio della trasmissione Striscia la Notizia sulla struttura di accoglienza di Nuvolera, candidata a seguito di bando indetto dalla Prefettura bresciana per l'accoglienza dei migranti.

Sig. Direttore,
quella macchia scomposta sulla neve che una foto dall'alto ci regala, mostrandoci quel che resta dell'Hotel Rigopiano non è altro che un plastico dell'anima dell' Abruzzo dopo questa tragedia: a pezzi, straziata, annerita, violentata e offesa. L'Abruzzo, "forte e gentile", in una manciata di tempo che non si può misurare ha perso tanti figli. Ha gridato più forte che poteva come solo una madre disperata può fare, ma nessuno l'ha ascoltata. Li ha visti scomparire sotto i suoi occhi e non ha potuto fare niente. Dove sono andati a finire?, si è chiesta. Possibile che ora stavano qui sorridenti e felici, con i loro vestiti migliori per rendere più bella quella breve vacanza sognata per un anno intero, e in un attimo  sono scomparsi?.

Sig. Direttore,
Pietro Maletti eseguì ordini legali a causa dell'attentato subito dal vicerè d'Etiopia Rodolfo Graziani, in cui il monastero di Debre Libanos da indagini certe era il centro di resistenza anti italiana con influenze inglesi. Stranamente infatti dopo l'azione di rappresaglia tutta la zona si pacificò immediatamente. Il generale Pietro Maletti morì in combattimento in Libia alcuni anni dopo durante uno scontro con l'esercito inglese durante l'operazione compass che costò all'Italia la perdita temporanea della Cirenaica.

Sig. Direttore,
nella seconda metà degli anni Sessanta nacquero i “sessantottini” (sembra un gioco di parole). Io avevo già seguito Scuole di indirizzo filosofico a Bologna, Roma e Mosca, quando per ragioni tecniche e personali ebbi a frequentare la BAM di Castel Goffredo. Fu allora che scoprii che le passioni della piazza erano entrate in luoghi autonomi e tecnici, quale “ l'abitazione tradizionale del dio denaro” (colletti bianchi). Qui conobbi una cara persona, Antonio Ghirardi, direttore della filiale  della BAM di Castel Goffredo, che spesso mi invitava, alla sera, a fare quattro chiacchiere negli uffici chiusi della banca.

Sig. Direttore,
i notiziari non fanno altro che informare che data la neve le scuole rimarranno chiuse, che le scorte nei supermarket cominciano a scarseggiare e quasi in sordina informano che anche i cimiteri resteranno chiusi. Molti si sono chiesti se questa fosse una notizia importante, qualcuno l'ha scritto su qualche pagina fb e ad una mamma che gli spiegava quanto fosse importante che i cimiteri rimanessero aperti per chi ha perso un figlio lui ha risposto "patetica"!

LETTERA APERTA A DIO

Non l’ho mai fatto prima d’ora, ma questa volta le circostanze me lo impongono: devo parlarti pubblicamente!
Tre le ipotesi che mi permetto di azzardare:
-    Non esisti (ogni considerazione diventa inutile);
-    Sei distratto (potrebbe essere il falso alibi della mia contro-coscienza);
-    Aiuti solo chi vuoi (lecito da parte tua, ma non lo condivido).
Mia madre, Adelina Bellini, è deceduta a gennaio di quest’anno soffrendo l’indicibile.

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