Egr. direttore,
Come è noto ai concittadini, non è mia abitudine rispondere alle lettere sull’operato della Amministrazione che ho l’onore e la fortuna di condurre. Leggo con spirito critico e costruttivo i suggerimenti e le considerazioni dell’Ing. Sigurtà su quanto non realizzato in questi anni ricordando che molti di questi temi erano di attualità anche quando lui era Sindaco di Castiglione. Mi preme soltanto spiegare la motivazione che ha spinto questa Amministrazione a modificare il nome di via Maletti, motivazione considerata superficiale e partigiana.  Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza ma approfondendo quanto accaduto. Forse l’Ing. Sigurtà non ha avuto modo di leggere i resoconti storici sull’eccidio di Debrà Libanòs e le responsabilità del gen. Maletti in questi avvenimenti. Fucilare tra i 1.500 e i 2.000 civili inermi (questi i numeri ricostruiti dagli storici) per rappresaglia di un attentato senza perseguirne i soli autori non è forse paragonabile a quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale alle Fosse Ardeatine in seguito all’azione di via Rasella?

Sig. Direttore,

nel  1995 la legge elettorale cambiò radicalmente: il sindaco per la prima volta venne scelto dagli elettori e non più dai consiglieri comunali. Da allora l’unica donna candidatasi fu Maria Grazia Margonari, una meteora, che alle elezioni del 1998 non raggiunse il ballottaggio. Per le prossime elezioni di giugno i due gruppi più importanti, il centro sinistra ed il centro destra hanno già designato i loro candidati (Novellini e Volpi). Salvo sorprese dell’ultima ora i gruppi che non si sono ancora espressi sembrano intenzionati ad orientarsi sul gentil sesso. E si che a Castiglione i personaggi in gonnella – pardon sarebbe più moderno dire in leggings (ormai è questo l’indumento imperante) – non mancano.  Donne, titolari o dirigenti di aziende, startupper o presidenti di rotary che hanno dimostrato di saper fare non mancano; portate del resto alla ribalta della cronaca  grazie anche al Gazzettino. Oggi a poco più di due mesi dalle elezioni il gruppo di centro sinistra – è la sorte di quelli in scadenza – è quello messo male perché sottopone all’esame  degli elettori  quanto fatto o non fatto nei cinque anni del suo mandato. Gli altri a differenza possono improntare i loro programmi di tante cose anche talvolta irrealizzabili.

Gentile Direttore,
Seguo sempre i suoi articoli sul gazzettino e mi rivolgo pertanto per segnalare la situazione rifiuti a dir poco indecorosa che caratterizza la strada statale Castiglione - Desenzano nel tratto che va dai due distributori appena fuori Castiglione fino allo svincolo per Esenta. Io abito a Carpenedolo e per recarmi al lavoro percorro questa strada ogni giorno:  mi meraviglio del fatto che nessuna autorità (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, qualche politico locale... ) che penso transitino sulla statale  abbia notato o fatto notare al Comune di Castiglione la necessità di una raccolta straordinaria dei rifiuti che si incontrano nel tratto ai lati della predetta strada ed in particolare nei pressi delle  due aree di sosta di emergenza che precedono lo svincolo de Esenta. Ovvio che la colpa dell'accumulo dei rifiuti non è delle autorità ma solo dell'inciviltà di coloro che li abbandonano  incuranti del decoro dei luoghi (la stessa situazione l'ho vista di persona nelle campagne carpenedolesi che frequento durante le mie passeggiate) e dei pericoli sanitari che penso possano derivarne. Le emerite "teste di ….." (mi perdoni ma per questi individui non riesco a trovare termini più appropriati) che li abbandonano  deturpando l'ambiente in questo modo, andrebbero perseguite severamente e condannate con pene esemplari (lavori forzati socialmente utili) Spero che questa segnalazione venga sottoposta a chi di dovere e serva a risolvere almeno temporaneamente l'incresciosa situazione che ogni giorno passa sotto ai miei occhi e di tutti coloro che percorrono questa strada. La ringrazio per l'attenzione che vorrà riservarmi e, con l'occasione, Le porgo distinti saluti.

Perini Gualtiero

Capenedolo

Nessuna violazione della libertà personale, massima tutela delle ospiti, costante collaborazione con Prefettura e forze dell’ordine e documentazione alla mano per respingere ogni accusa. La cooperativa Olinda, che ha sede a Medole ed opera nei territori di Verona, Brescia e Mantova nel campo dell’accoglienza dei migranti, chiarisce la situazione in merito alle considerazioni partite da Melting Pot e in un servizio della trasmissione Striscia la Notizia sulla struttura di accoglienza di Nuvolera, candidata a seguito di bando indetto dalla Prefettura bresciana per l'accoglienza dei migranti.

Sig. Direttore,
quella macchia scomposta sulla neve che una foto dall'alto ci regala, mostrandoci quel che resta dell'Hotel Rigopiano non è altro che un plastico dell'anima dell' Abruzzo dopo questa tragedia: a pezzi, straziata, annerita, violentata e offesa. L'Abruzzo, "forte e gentile", in una manciata di tempo che non si può misurare ha perso tanti figli. Ha gridato più forte che poteva come solo una madre disperata può fare, ma nessuno l'ha ascoltata. Li ha visti scomparire sotto i suoi occhi e non ha potuto fare niente. Dove sono andati a finire?, si è chiesta. Possibile che ora stavano qui sorridenti e felici, con i loro vestiti migliori per rendere più bella quella breve vacanza sognata per un anno intero, e in un attimo  sono scomparsi?.

Sig. Direttore,
Pietro Maletti eseguì ordini legali a causa dell'attentato subito dal vicerè d'Etiopia Rodolfo Graziani, in cui il monastero di Debre Libanos da indagini certe era il centro di resistenza anti italiana con influenze inglesi. Stranamente infatti dopo l'azione di rappresaglia tutta la zona si pacificò immediatamente. Il generale Pietro Maletti morì in combattimento in Libia alcuni anni dopo durante uno scontro con l'esercito inglese durante l'operazione compass che costò all'Italia la perdita temporanea della Cirenaica.

Sig. Direttore,
nella seconda metà degli anni Sessanta nacquero i “sessantottini” (sembra un gioco di parole). Io avevo già seguito Scuole di indirizzo filosofico a Bologna, Roma e Mosca, quando per ragioni tecniche e personali ebbi a frequentare la BAM di Castel Goffredo. Fu allora che scoprii che le passioni della piazza erano entrate in luoghi autonomi e tecnici, quale “ l'abitazione tradizionale del dio denaro” (colletti bianchi). Qui conobbi una cara persona, Antonio Ghirardi, direttore della filiale  della BAM di Castel Goffredo, che spesso mi invitava, alla sera, a fare quattro chiacchiere negli uffici chiusi della banca.

Sig. Direttore,
i notiziari non fanno altro che informare che data la neve le scuole rimarranno chiuse, che le scorte nei supermarket cominciano a scarseggiare e quasi in sordina informano che anche i cimiteri resteranno chiusi. Molti si sono chiesti se questa fosse una notizia importante, qualcuno l'ha scritto su qualche pagina fb e ad una mamma che gli spiegava quanto fosse importante che i cimiteri rimanessero aperti per chi ha perso un figlio lui ha risposto "patetica"!

LETTERA APERTA A DIO

Non l’ho mai fatto prima d’ora, ma questa volta le circostanze me lo impongono: devo parlarti pubblicamente!
Tre le ipotesi che mi permetto di azzardare:
-    Non esisti (ogni considerazione diventa inutile);
-    Sei distratto (potrebbe essere il falso alibi della mia contro-coscienza);
-    Aiuti solo chi vuoi (lecito da parte tua, ma non lo condivido).
Mia madre, Adelina Bellini, è deceduta a gennaio di quest’anno soffrendo l’indicibile.

Gentile direttore,
obiettivo raggiunto! L'operazione di sensibilizzazione promossa dal Sindaco Alessandro  Novellini e dall'Amministrazione comunale di Castiglione delle Stiviere, su proposta  dell'Associazione ‘FramMenti’, finalizzata al recupero della statua di Donna Domenica Calubini, posta al centro della fontana di Piazza Ugo Dallò, ha avuto esito positivo poiché è stata raggiunta la somma di 10.675 euro prevista per il restauro.

Sig. Direttore,
ho seguito con interesse il dibattito ha promosso sul commercio a Castiglione delle Stiviere, che ha registrato gli interventi del presidente dei commercianti Gianpietro Ferri e del sindaco Novellini. L'interesse nasce dall'essere originario di Castiglione oltre dall'aver amministrato questo Comune per ben 25 anni ininterrottamente. Si osserva che il centro storico langue per la chiusura di numerosi esercizi commerciali e la mancanza di turn over nelle attività.  Questa la fotografia, né si deve dimenticare - e proprio Ferri lo ha giustamente osservato -'che il centro storico di un paese é, di fatto, o almeno così lo si dovrebbe intendere, un centro commerciale in grado di generare attrattività.

Sig. Direttore,
le gioie sono fantastiche, l’Italia, passata dai comuni alle signorie, ricche con residenze lussuose, dedita al mecenatismo, conobbe un periodo di particolare benessere, conobbe personaggi favolosi, di primo piano, con geni in tutti i campi, insuperabili e insuperati. Alcuni nomi: DANTE-MACCHIAVELLI-MICHELANGELO-LEONARDO DA VINCI e tanti altri. Roma e Firenze si contendevano questi personaggi.  Roma aveva il papa guerriero Giulio II. Firenze aveva i Medici, arbitri della situazione italiana; Milano con gli Sforza, succedutisi ai Visconti. Con Ludovico il Moro, che trasforma Milano in un salotto tra i più lussuosi di tutta Europa, sotto la guida si Leonardo da Vinci.

Sig. Direttore,
l'occupazione dell'ex Fili Legnami a Desenzano del Garda da parte di Zanzanú ha riproposto il tema della destinazione dell'area, in cui, secondo quanto deciso dall'Amministrazione Comunale, dovrebbe insediarsi l'ennesimo supermercato, di cui proprio non si avverte l'esigenza, tanto più che nella stessa zona ne esistono già altri. E, poi, si tratta di appesantire ulteriormente una viabilità già oggi caotica, specie in certe ore della giornata, sia in entrata che in uscita.

Sig. Direttore,
nel “salone aureo” di palazzo Pastorio, in cui erano ammessi non più di 100 partecipanti, (entrava uno, solo se uno usciva) si è svolto sabato 10 u.s. il convegno su “Francesco Gonzaga principe di Castiglione” ricorrendo il 4° centenario della sua morte (1616 – 2016). Il convegno, organizzato dal comune e dalla parrocchia, introdotto dal sindaco e dal parroco, ha avuto un notevole successo e per la qualità degli oratori che, oltre la figura del principe, hanno ricostruito lo scenario in cui visse, la parentela della moglie Bibiana di Pernstein, i rami cadetti dei Gonzaga, il suo felicissimo governo, ma soprattutto quale egli fu: l’artefice di Castiglione, città degli studi, d’arte e di religione.

DEPURATORE DEL GARDA

Sig. Direttore, davvero una bella notizia quella apparsa sui giornali in merito al depuratore del Garda!
Chi pensava che la promessa del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti avesse solo il sapore di una promessa referendaria, ha dovuto ricredersi. E credo non possa che far piacere a chi da anni  sospira che si metta finalmente mano ad non progetto non più procrastinabile.

Egregio Direttore,
Dopo quanto accaduto una settimana fa a Solferino, mi sento in dovere di scrivere questa lettera per due motivi.
Il primo, il più importante, è per ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno espresso vicinanza in questo momento. Un universo di bellezza e di solidarietà che ancora, come un tempo, è partito da Solferino, con tanti giovani, tante donne, tanti uomini, per arrivare a Castiglione e raggiungere poi altre località vicine e lontane, dove un gran numero di persone, saputo l’accaduto, ha voluto manifestarmi affetto e partecipazione.

Sig. Direttore, il cane mi guarda e intuisce subito che io ho paura! L’essere umano attribuisce al cane una facoltà che non ha perché non possiede la coscienza. E’ nella famiglia del fobico che bisogna indagare. Lo scienziato russo Pavlov alla fine dell’Ottocento fece grandi scoperte sul cervello dei cani; in particolare, mise in prima linea il riflesso condizionato del cervello del cane. Il cane ama l’uomo perché ripete i gesti! La ragione e la coscienza appartengono all’uomo. Non al cane.

Egregio Direttore,
prendo spunto  dalla lettera della famiglia Cerini per alcune precisazioni sulla nascita dell’idea della Croce Rossa. La pubblicazione, nel 2001, della prima edizione in lingua italiana delle “Memorie”, ricavate dai quaderni di Dunant ritrovati alcuni anni dopo la sua morte, ha fornito nuovi elementi che documentano in maniera incontrovertibile le sue vicende durante i tragici giorni che seguirono la battaglia del 24 giugno 1859.

In queste giornate palazzo Acerbi, una parte di piazza Mazzini, è oggetto di interesse e dibattito pubblico! Qualcheduno si chiede giustamente quali sono le parti di tutela del palazzo Acerbi in base alla legge 1.6.1939, n. 1089. Le parti perimetrali oggetto di vincolo sono la facciata, con spazio antistante, i lati e l’area retrostante l’edificio. La Torre Civica proviene da un Torrazzo del palazzo Gonzaga-Acerbi, ristrutturata attraverso i secoli. Come si sa, ogni modifica viola la legge 1.6.1939, n. 1089. Il custode della legge è il sindaco pro tempore di Castel Goffredo.

Egregio Direttore,
ci permetta innanzitutto una breve presentazione. Apparteniamo alla famiglia Cerini, originaria di Solferino. I nonni e il papà risiedevano in via Del Palazzetto dal 1910. Nostro padre Francesco Cerini, come le sorelle più anziane, all’età di 12 anni ha cercato lavoro a Desenzano, nel settore della ristorazione battelli. La nostra famiglia nel dopo guerra ha continuato l’attività turistico alberghiera a Desenzano. Da sempre siamo fieri di far sapere agli ospiti che le nostre origini sono di Solferino. E tutti i clienti conoscono il nome di Solferino.

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