Sig. Direttore,

nel  1995 la legge elettorale cambiò radicalmente: il sindaco per la prima volta venne scelto dagli elettori e non più dai consiglieri comunali. Da allora l’unica donna candidatasi fu Maria Grazia Margonari, una meteora, che alle elezioni del 1998 non raggiunse il ballottaggio. Per le prossime elezioni di giugno i due gruppi più importanti, il centro sinistra ed il centro destra hanno già designato i loro candidati (Novellini e Volpi). Salvo sorprese dell’ultima ora i gruppi che non si sono ancora espressi sembrano intenzionati ad orientarsi sul gentil sesso. E si che a Castiglione i personaggi in gonnella – pardon sarebbe più moderno dire in leggings (ormai è questo l’indumento imperante) – non mancano.  Donne, titolari o dirigenti di aziende, startupper o presidenti di rotary che hanno dimostrato di saper fare non mancano; portate del resto alla ribalta della cronaca  grazie anche al Gazzettino. Oggi a poco più di due mesi dalle elezioni il gruppo di centro sinistra – è la sorte di quelli in scadenza – è quello messo male perché sottopone all’esame  degli elettori  quanto fatto o non fatto nei cinque anni del suo mandato. Gli altri a differenza possono improntare i loro programmi di tante cose anche talvolta irrealizzabili.

Gentile Direttore,
Seguo sempre i suoi articoli sul gazzettino e mi rivolgo pertanto per segnalare la situazione rifiuti a dir poco indecorosa che caratterizza la strada statale Castiglione - Desenzano nel tratto che va dai due distributori appena fuori Castiglione fino allo svincolo per Esenta. Io abito a Carpenedolo e per recarmi al lavoro percorro questa strada ogni giorno:  mi meraviglio del fatto che nessuna autorità (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, qualche politico locale... ) che penso transitino sulla statale  abbia notato o fatto notare al Comune di Castiglione la necessità di una raccolta straordinaria dei rifiuti che si incontrano nel tratto ai lati della predetta strada ed in particolare nei pressi delle  due aree di sosta di emergenza che precedono lo svincolo de Esenta. Ovvio che la colpa dell'accumulo dei rifiuti non è delle autorità ma solo dell'inciviltà di coloro che li abbandonano  incuranti del decoro dei luoghi (la stessa situazione l'ho vista di persona nelle campagne carpenedolesi che frequento durante le mie passeggiate) e dei pericoli sanitari che penso possano derivarne. Le emerite "teste di ….." (mi perdoni ma per questi individui non riesco a trovare termini più appropriati) che li abbandonano  deturpando l'ambiente in questo modo, andrebbero perseguite severamente e condannate con pene esemplari (lavori forzati socialmente utili) Spero che questa segnalazione venga sottoposta a chi di dovere e serva a risolvere almeno temporaneamente l'incresciosa situazione che ogni giorno passa sotto ai miei occhi e di tutti coloro che percorrono questa strada. La ringrazio per l'attenzione che vorrà riservarmi e, con l'occasione, Le porgo distinti saluti.

Perini Gualtiero

Capenedolo

Nessuna violazione della libertà personale, massima tutela delle ospiti, costante collaborazione con Prefettura e forze dell’ordine e documentazione alla mano per respingere ogni accusa. La cooperativa Olinda, che ha sede a Medole ed opera nei territori di Verona, Brescia e Mantova nel campo dell’accoglienza dei migranti, chiarisce la situazione in merito alle considerazioni partite da Melting Pot e in un servizio della trasmissione Striscia la Notizia sulla struttura di accoglienza di Nuvolera, candidata a seguito di bando indetto dalla Prefettura bresciana per l'accoglienza dei migranti.

Sig. Direttore,
quella macchia scomposta sulla neve che una foto dall'alto ci regala, mostrandoci quel che resta dell'Hotel Rigopiano non è altro che un plastico dell'anima dell' Abruzzo dopo questa tragedia: a pezzi, straziata, annerita, violentata e offesa. L'Abruzzo, "forte e gentile", in una manciata di tempo che non si può misurare ha perso tanti figli. Ha gridato più forte che poteva come solo una madre disperata può fare, ma nessuno l'ha ascoltata. Li ha visti scomparire sotto i suoi occhi e non ha potuto fare niente. Dove sono andati a finire?, si è chiesta. Possibile che ora stavano qui sorridenti e felici, con i loro vestiti migliori per rendere più bella quella breve vacanza sognata per un anno intero, e in un attimo  sono scomparsi?.

Sig. Direttore,
Pietro Maletti eseguì ordini legali a causa dell'attentato subito dal vicerè d'Etiopia Rodolfo Graziani, in cui il monastero di Debre Libanos da indagini certe era il centro di resistenza anti italiana con influenze inglesi. Stranamente infatti dopo l'azione di rappresaglia tutta la zona si pacificò immediatamente. Il generale Pietro Maletti morì in combattimento in Libia alcuni anni dopo durante uno scontro con l'esercito inglese durante l'operazione compass che costò all'Italia la perdita temporanea della Cirenaica.

Sig. Direttore,
nella seconda metà degli anni Sessanta nacquero i “sessantottini” (sembra un gioco di parole). Io avevo già seguito Scuole di indirizzo filosofico a Bologna, Roma e Mosca, quando per ragioni tecniche e personali ebbi a frequentare la BAM di Castel Goffredo. Fu allora che scoprii che le passioni della piazza erano entrate in luoghi autonomi e tecnici, quale “ l'abitazione tradizionale del dio denaro” (colletti bianchi). Qui conobbi una cara persona, Antonio Ghirardi, direttore della filiale  della BAM di Castel Goffredo, che spesso mi invitava, alla sera, a fare quattro chiacchiere negli uffici chiusi della banca.

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In onda dal 1977

 

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