Sig. Direttore,
le gioie sono fantastiche, l’Italia, passata dai comuni alle signorie, ricche con residenze lussuose, dedita al mecenatismo, conobbe un periodo di particolare benessere, conobbe personaggi favolosi, di primo piano, con geni in tutti i campi, insuperabili e insuperati. Alcuni nomi: DANTE-MACCHIAVELLI-MICHELANGELO-LEONARDO DA VINCI e tanti altri. Roma e Firenze si contendevano questi personaggi.  Roma aveva il papa guerriero Giulio II. Firenze aveva i Medici, arbitri della situazione italiana; Milano con gli Sforza, succedutisi ai Visconti. Con Ludovico il Moro, che trasforma Milano in un salotto tra i più lussuosi di tutta Europa, sotto la guida si Leonardo da Vinci.

Sig. Direttore,
l'occupazione dell'ex Fili Legnami a Desenzano del Garda da parte di Zanzanú ha riproposto il tema della destinazione dell'area, in cui, secondo quanto deciso dall'Amministrazione Comunale, dovrebbe insediarsi l'ennesimo supermercato, di cui proprio non si avverte l'esigenza, tanto più che nella stessa zona ne esistono già altri. E, poi, si tratta di appesantire ulteriormente una viabilità già oggi caotica, specie in certe ore della giornata, sia in entrata che in uscita.

Sig. Direttore,
nel “salone aureo” di palazzo Pastorio, in cui erano ammessi non più di 100 partecipanti, (entrava uno, solo se uno usciva) si è svolto sabato 10 u.s. il convegno su “Francesco Gonzaga principe di Castiglione” ricorrendo il 4° centenario della sua morte (1616 – 2016). Il convegno, organizzato dal comune e dalla parrocchia, introdotto dal sindaco e dal parroco, ha avuto un notevole successo e per la qualità degli oratori che, oltre la figura del principe, hanno ricostruito lo scenario in cui visse, la parentela della moglie Bibiana di Pernstein, i rami cadetti dei Gonzaga, il suo felicissimo governo, ma soprattutto quale egli fu: l’artefice di Castiglione, città degli studi, d’arte e di religione.

DEPURATORE DEL GARDA

Sig. Direttore, davvero una bella notizia quella apparsa sui giornali in merito al depuratore del Garda!
Chi pensava che la promessa del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti avesse solo il sapore di una promessa referendaria, ha dovuto ricredersi. E credo non possa che far piacere a chi da anni  sospira che si metta finalmente mano ad non progetto non più procrastinabile.

Egregio Direttore,
Dopo quanto accaduto una settimana fa a Solferino, mi sento in dovere di scrivere questa lettera per due motivi.
Il primo, il più importante, è per ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno espresso vicinanza in questo momento. Un universo di bellezza e di solidarietà che ancora, come un tempo, è partito da Solferino, con tanti giovani, tante donne, tanti uomini, per arrivare a Castiglione e raggiungere poi altre località vicine e lontane, dove un gran numero di persone, saputo l’accaduto, ha voluto manifestarmi affetto e partecipazione.

Sig. Direttore, il cane mi guarda e intuisce subito che io ho paura! L’essere umano attribuisce al cane una facoltà che non ha perché non possiede la coscienza. E’ nella famiglia del fobico che bisogna indagare. Lo scienziato russo Pavlov alla fine dell’Ottocento fece grandi scoperte sul cervello dei cani; in particolare, mise in prima linea il riflesso condizionato del cervello del cane. Il cane ama l’uomo perché ripete i gesti! La ragione e la coscienza appartengono all’uomo. Non al cane.

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