Sig. Direttore,
soffermandosi qua e la ad ascoltare i nostri connazionali emergono forti malcontenti. È un dato certo: non si vive bene nel nostro Paese. Indagando su quali possono essere i motivi,  emergono i soliti arciconosciuti: un'elevata pressione fiscale, a fronte di un'elevata scarsità di servizi pubblici, erogati e in penombra si parla dell'argomento del galateo… che è stato un po' sottovalutato dalle nuove famiglie, ma molto meno dagli anziani.  Qualcuno con i capelli grigi si domanda: «E se non lo fosse, la nostra convivenza sarebbe meno sgradevole ……..?»

Egregio Direttore,
desidero soffermarmi sulle incredibili cadute di stile che a Solferino hanno pesantemente segnato le celebrazioni  del  tragico evento bellico che ha cambiato il corso della Storia.

L’associazione cittadini attivi di Solferino esprime il più profondo sconcerto e rammarico per quanto è accaduto durante la celebrazione del 24 giugno a Solferino. Accampando motivazioni che nulla hanno a che vedere con lo statuto e le finalità della vostra benemerita società, il vostro presidente per proprie convinzioni personali e politiche ha trasformato la cerimonia di commemorazione della battaglia del 24 giugno in un incredibile, incomprensibile e non giustificabile sceneggiata ,venendo meno al suo ruolo e dovere istituzionale.

Sig. Direttore,
ai tempi di Eràclito nella città-stato di Atene, Solone fece una legge con compenso a tutela dei concittadini ateniesi ritenuti invalidi; egli diceva che gli invalidi sono figli della buona o cattiva sorte! Aristotele dopo alcuni anni, modificò la legge di Solone e raddoppiò l’obolo quotidiano. Questo accadeva 3000 anni fa.  Dov’è la cultura sull’Invalido oggi? Un esercito di piccoli burocrati considerano gli invalidi come uno sciame di zanzare! E veniamo alla legislazione vigente.

Sig. Direttore,
quando si nomina Solferino,il nostro pensiero, accende immediatamente il "motore della storia" per ricordare quella grande e cruenta battaglia che avvenne in quel torrido 24 giugno del 1859. Una battaglia destinata a cambiare in poca tempo le sorti italiane e dell'Europa poichè tutte le cancellerie del tempo compresero subito che Solferino era diventato una questione di rilevanza internazionale. Lo stesso Bismark, meglio conosciuto come il "Cancelliere di ferro" in seguito ebbe a dire che tre furono le "esse" di tale cambiamento:Solferino(1859)-Sadowa(1866)e Sedan(1870).

Sig. Direttore,
in questi anni celebriamo il centenario della prima guerra mondiale (1915/18) che costò all’Italia in vite umane ben 600.000 caduti, e che Benedetto XV, rivolgendosi ai capi di stato delle nazioni belligeranti, chiamò “l’inutile strage”. La regione Friuli Venezia Giulia, il cui territorio fu teatro di tante battaglie e devastazioni, si è fatta promotrice di una lodevole iniziativa: consegnare ai parenti dei caduti una medaglia ricordo con inciso i loro nomi, grado, reparto e decorazioni.

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