MEGLIO UN CALESSE, CON UN CAVALLO, CHE PRENDERE L’APAM


08 Maggio 2017
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Sig. Direttore,
Quando da vecchia ripenserò agli anni del liceo, un’immagine ben precisa riaffiorerà alla mente: quella di me che aspetto alla fermata di via Foro Boario il pullman regolarmente in ritardo.
E in seguito a questa visione, dalla trama malinconica, non potrò che provare rabbia e amarezza, per una
società che ho finanziato con il mio abbonamento per ben cinque anni, ma che si è dimostrata essere
indecente. So che queste sono affermazioni forti, ma voglio far capire il disappunto, verso quel pullmino
blu, di quelli che come me prendono ogni giorno l’APAM, per andare a scuola o a lavoro o anche solo a fare
la spesa.

Attenzione, è bene precisare che il “ritardo” al quale mi riferisco, non è di quei cinque, sette minuti sui quali si può tranquillamente sorvolare, ma parliamo di ben un quarto d’ora se non venti minuti di attesa, sul bordo della strada sottoposti ad ogni tipo di condizione atmosferica (sole cuocente, temporale, neve). Fortunatamente sono una ragazza giovane ed in salute, per cui un po’ di acqua nelle scarpe non è un
problema, ma non si può dire lo stesso per le mamme, con i bambini piccoli, o gli anziani che, come me,
sono in fermata ad aspettare il pullman.
E poi, so che può sembrare una sciocchezza, ma forse molti non considerano il “malumore” che ti sale a
continuare ad aspettare, a continuare a fare segnalazioni telefoniche alla società, che però risultano essere
del tutto vane, perché la situazione non cambia da mesi.
Ti senti impotente ma soprattutto preso in giro perché paghi un servizio che non rispetta ciò che dice.
Perché se sugli orari ufficiali, c’è scritto che il mio pullman LS33 passa alle 14.16 alla fermata di Foro Boario,
ma regolarmente arriva alle 14.30. Questo non è portare rispetto ai propri clienti!
Per sdrammatizzare, visto che si dice che c’è più tempo che vita, si potrebbe anche iniziare a parlare della
sporcizia, degli insetti morti, dei vetri appiccicosi, della polvere, dei buchi nella copertura …tutte cose che
rendono sempre molto “piacevole” il viaggio in APAM.
E allora perché non tornare ad utilizzare i calesse con i cavalli? che almeno quelli non inquinano e sono
sicuramente più puntuali dell’autobus.

Valeria B.
Montichiari (BS)

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