IN MERITO AI FATTI ACCADUTI IN CATALOGNA

09 Ottobre 2017
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Sig. Direttore,
scrivo in merito ai fatti accaduti in Catalunya domenica scorsa con l’intenzione di portare alla giusta attenzione il fatto che, nonostante le minacce, le botte, la sottrazione delle schede e delle urne, più di 2 milioni di catalani (3 se si tiene conto delle schede votate e poi sequestrate) hanno votato per il referendum sulla secessione dallo stato spagnolo.

Cosa li ha spinti a questo? Potevano starsene a casa, evitando ogni rischio, dandosi mille buone ragioni per non essere andati a votare, cosa che in Italia è sempre più messa in atto dagli elettori. Invece no! Hanno sfidato sprangate, denunce, pioggia e disagi per il motivo semplice che, quando attraverso un voto puoi migliorare il futuro del tuo popolo, non si può e non si deve mancare. Gli appuntamenti con la storia non si disertano e loro non l’hanno fatto. Quanto sono stati fantastici, quanto ci hanno insegnato! Ora noi lombardi siamo attesi alla stessa prova, Dio, la stessa no, la consultazione referendaria del 22 ottobre ha notevoli differenze rispetto al voto catalano e soprattutto non comporta nessun tipo di rischio, tranne forse qualche occhiata torva da parte dei politicanti locali che spalleggiano una politica asfittica e morente. Ma si sa, al massimo possono provocare un misto fra imbarazzo e ilarità, un rischio sopportabile. Ciò non di meno sarà per noi un appuntamento con la storia, con la possibilità di poter cambiare in modo radicale la politica di questo paese, riportando al centro il discorso federale ed autonomista. I soldi pubblici vanno spesi nei territori da cui sono raccolti e dalle amministrazioni che sanno spenderli senza sprecarli. Non importa il colore di chi amministra, i soldi del Lombardi vanno usati per i Lombardi. Per assurdo il rischio più grande lo corrono quelli che pensano che questo quesito sia inutile! Con che faccia diranno ai loro figli e nipoti che il loro appuntamento con la storia, la possibilità di esprimersi con un voto popolare per avere una Lombardia più autonoma, lo hanno perso perché è mancato loro il coraggio una domenica di ottobre di ribadire allo stato italiano che i lombardi voglio essere liberi di usare meglio i loro soldi?

Andrea Rasi
Cavriana

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