MACCHIAIOLI. MOSTRA DI CAPOLAVORI PROVENIENTI DA COLLEZIONI LOMBARDE

18 Novembre 2017
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A Milano la mostra aperta fino al 25 febbraio 2018

Il Gam Manzoni di Milano offre nell’appuntamento artistico autunnale una mostra che permette di approfondire le conoscenze di un altro tassello di quel variegato panorama che fu l’arte dell’Ottocento italiano. Si parla dei Macchiaioli, ovvero della “rivoluzione della macchia”operata da un gruppo di pittori, per la maggior parte toscani.

Andavano sostenendo che la visione della forma è creata dalla luce come macchie di colore, distinte, accostate o sovrapposte ad altre macchie di colore. Con questa affermazione l’artista, si svincolava da formalismi accademici ed era libero di rendere con immediatezza verista ciò che i suo occhio percepisce nel presente. Nella rassegna saranno esposti vari capolavori realizzati da autori quali Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Nino Costa, Odoardo Borrani e altri, che nella seconda metà dell’Ottocento si fecero portavoce di un nuovo modo di sentire la pittura e della rappresentazione del vero, in contrapposizione allo spirito accademico dell’epoca che imponeva tonalità pacate e omogenee. Nel tentativo di perseguire effetti più schiettamente realistici i Macchiaioli optarono per i chiaroscuri precisi, profili scontornati ed in particolare quel loro approccio di pittura in presa diretta che in seguito sarebbe diventato un tratto distintivo degli impressionisti. Così il realismo diventa protagonista delle loro opere: la natura è osservata direttamente e colta nelle sue abbaglianti luci e profonde ombre o risplende nell’incanto di visioni di variegati interni quotidiani. E’ questa una forma d’arte di forte richiamo, accolta favorevolmente da molti collezionisti accomunati dalla passione per la pittura, imprenditori e uomini d’affari innamorati della bellezza, senza i quali oggi non avremmo potuto ammirare questi capolavori. Sono opere talvolta donate dagli stessi autori o più spesso acquistate per sostenere i pittori in difficoltà, ma come allora sono in grado di assecondare il piacere estetico e arricchire le più grandi quadrerie,  diventando capolavori ricercati anche dai grandi intenditori d’arte dei nostri giorni. La mostra si concentra in particolare su collezionisti lombardi, ma i prestiti significativi sono in grado di analizzare l’evoluzione artistica di questo movimento fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana. Attraverso alcuni capisaldi come: “Le due bambine che fanno le signorine” e “Educazione al lavoro”di Lega, “L’analfabeta” di Borrani, “Settignano” e “La via del fuoco” di Signorini e “Silvestro Lega che dipinge sugli scogli” di Fattori, si è in grado di delineare i contributi e la fortuna storica di questi artisti.  (Sergio  Mangeri)    

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