Per fortuna non si sono registrati feriti gravi, nei due incidenti che si sono verificati a Limone sul Garda e Prevalle. La pazienza degli automobilisti che percorrevano la 45 bis è stata messa a dura prova, in seguito al sinistro che ha visto protagonista un uomo di quarantuno anni che, per cause da accertare, forse per la pioggia, ha perso il controllo dell'auto ed è andato a sbattere contro un ostacolo.

I Carabinieri della pattuglia hanno immediatamente notato come il giovane di vent'anni, fermato per un normale controllo stradale, fosse nervoso e proprio per questo, hanno deciso di controllare. A bordo della sua auto, fermata a Mura, hanno trovato alcuni grammi di marijuana. Perquisendo la sua abitazione di Vestone, hanno trovato oltre 320 grammi della stessa droga, uno sminuzzatore, materiale per il confezionamento e la vendita dello stupefacente. Il giudice lo ha condannato a un anno e due mesi di reclusione e al pagamento di un'ammenda di tremila euro. Gli ha concesso la sospensione della pena.

Dei dieci imputati, sette albanesi e tre italiani, solo il titolare dell'azienda è stato assolto, dato che il giudice non ha rilevato le circostanze per riconoscere lo stato di associazione per delinquere. Il Pubblico Ministero aveva chiesto condanne più pesanti, il presidente dell'udienza ha inflitto invece, pene che vanno dai dieci mesi ad un anno e nove mesi, giudicando i singoli casi di truffa.

Le porte del carcere si aprono per lasciare libero un uomo, che fu accusato dai figli -i quali in seguito ritrattarono, dicendo che era stata loro madre a costringerli- di avere abusato sessualmente di loro. La svolta clamorosa è arrivata presso la Corte d'Appello di Perugia, dove si è celebrata la revisione del processo, come chiesto e ottenuto, dopo lunga battaglia, dai suoi avvocati.

Secondo gli inquirenti, i membri del gruppo criminale si dedicavano alle rapine ed alle estorsioni, oltre a traffico di droga e sfruttamento della prostituzione. Con due condanne e diverse assoluzioni, si è concluso il processo per quella che, secondo gli investigatori,

Quando gli agenti della Polizia Locale di Ghedi hanno fermato il furgone, per un normale controllo, non immaginavano certo di trovare una quantità simile di cibo, in pessime condizioni di conservazione. All'interno del veicolo, c'erano oltre cinquecento confezioni di dolci di varia natura, torte e merendine, oltre a circa venti chili di formaggio, tutto senza etichetta ed in pessimo stato di conservazione.

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